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Cina: lo Hubei riapre le porte, Wuhan rimane chiusa fino all’8 aprile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:02
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Notizie confortanti dalla Cina: nessun caso di Covid-19 da una settimana. La provincia di Hubei riapre le porte ai trasporti, a breve anche Wuhan.

Sono passati due mesi da quando l’incubo Coronavirus si è palesato in tutta la sua forza al mondo. La notte del 24 e 25 gennaio il governo cinese stabiliva la sospensione dei trasporti da e per la provincia di Hubei. Qualche ora dopo sarebbe giunto l’obbligo di rimanere in casa per tutti i suoi 60 milioni di cittadini. Oggi, due mesi dopo, il governo cinese annuncia che la Regione maggiormente colpita dal Covid-19 potrà tornare in attività. In queste ore squadre di operatori camminano in tutta per tutte le zone, pulendo e disinfettando, stazioni, treni, mezzi e sale d’attesa che sono vuote da 60 giorni.

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Domani i cittadini potranno tornare a spostarsi. Da tutte le città, eccetto che da Wuhan, luogo da cui l’infezione è partita. Qui infatti la quarantena rimarrà attiva ancora per due settimane, fino a mercoledì 8 aprile. Gli spostamenti, almeno per questo primo periodo, saranno in ogni caso limitati. Per circolare i cittadini avranno bisogno di una mascherina e di un codice verde da parte delle autorità. In queste settimane i medici hanno controllato tutti i cittadini per verificare che fossero negativi al Coronavirus e che non avessero avuto contatti con malati da due settimane.

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Cina: voli aperti per Pechino, chi arriva però va in quarantena

Insomma la situazione in Cina è incoraggiante. Basti pensare che Wuhan ha la stessa popolazione della Lombardia e lo Hubei quella dell’Italia intera. Nel Paese asiatico si è certi di aver sconfitto la temibile pandemia, ma prima di riaprire alla produzione e ai viaggi si deve avere la certezza di non scatenare un nuova ondata di contagi. Il pericolo al momento giunge dall’estero, motivo per cui si scoraggiano gli arrivi.

Sebbene l’aeroporto di Pechino sia aperto ai voli internazionali, in realtà i voli vengono dirottati in altri 12 aeroporti. Qui i passeggeri vengono sottoposti ad esami medici e solo se risultano negativi al virus possono prendere un secondo aereo per raggiungere la capitale. Una volta arrivati, gli stranieri saranno portati in albergo e li rispettare 14 giorni di isolamento a spese proprie.

Fabio Scapellato