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Sindaco di Bergamo Gori ammette: “Avevo sottovalutato il problema”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:08
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Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha chiesto di aumentare le misure di contenimento per l’epidemia Coronavirus, che sta colpendo moltissimo la Bergamasca. 

Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha richiesto una stretta sulle misure di contenimento dell’epidemia Coronavirus. Bergamo è da giorni la città d’Italia più colpita, con 4648 casi di contagio accertati. Il sindaco ha fatto anche un mea culpa: “Ci abbiamo messo qualche giorno di troppo a capire, abbiamo sbagliato anche noi, anche io“.

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In questi giorni abbiamo visto immagini di camion dell’esercito che trasportano per strada le bare, questo perché il cimitero e il forno crematorio cittadino non riescono più a smaltirle, evidenziando la gravità della situazione. Il sindaco ha ammesso che la situazione è stata inizialmente sottovalutata. Giorgio Gori all’inizio aveva sostenuto la linea del ‘Bergamo non si ferma‘, ma si è accorto del proprio errore. “Abbiamo pensato che si potesse tenere insieme la prudenza, il rispetto delle regole, le distanze di sicurezza, e la vita normale. Eravamo preoccupati per il virus, ma anche per le attività economiche delle nostre città. Ma quell’equilibrio non poteva reggere“, così ha dichiarato in un’intervista. Un altro errore è stato quello di non dichiarare la zona rossa per la Val Seriana, dove si è sviluppato un grande focolaio di casi di Covid-19.

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quarantena Coronavirus

Sì alla chiusura delle fabbriche per Giorgio Gori

Ora l’atteggiamento del sindaco rispetto all’epidemia è cambiato. Da giorni il sindaco bergamasco Gori ha istituito la zona rossa e vuole chiudere ogni attività non essenziale. “Si salvaguardino le filiere strategiche – alimentare, sanità, energia – e si chiuda il resto. Che senso ha tenere aperta una fabbrica di bottoni o di giocattoli e vietare ai cittadini di fare jogging in campagna?“. Gori così si allinea al Governatore della Lombardia Attilio Fontana, seguendo la linea di altri sindaci.

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