Home News Lombardia, Coronavirus. Fontana in tv: “Chiederò l’esercito come deterrente”

Lombardia, Coronavirus. Fontana in tv: “Chiederò l’esercito come deterrente”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:55
CONDIVIDI

Il governatore della Lombardia Fontana ha detto a ‘Pomeriggio Cinque’ che chiederà al Governo lo spiegamento dell’esercito come deterrente.

L’evidenza di un 40% di persone che in Lombardia non rispetta i divieti posti nel decreto Coronavirus ed i numeri paurosi del contagio fanno paura. Il bilancio dei decessi italiani è superiore a quello della Cina, con un numero di contagiati è inferiore della metà. Urge trovare una soluzione per arrestare la diffusione del Covid-19 e far calare il tasso di progressione della malattia. Al momento l’unica soluzione è continuare ad insistere sulle restrizioni.

Leggi anche ->Coronavirus: salta il Festival di Cannes a maggio

Lo sa bene il Governatore della Lombardia Fontana che, in queste settimane, insieme all’assessore al Welfare, ha lanciato numerosi appelli alla sua cittadinanza. Ospite della D’Urso a ‘Pomeriggio Cinque’, il Presidente Lombardo ha dichiarato che chiederà a Conte l’Esercito come: “deterrente a chi continua a circolare, partendo dalle corsette e dalle passeggiate in libertà”.

Leggi anche ->Mara muore a 25 anni: febbre alta e dolore al petto, faceva l’infermiera

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Lombardia, Fontana: “Esercito per i trasgressori, siamo in guerra”

Il Presidente lombardo spiega che si tratta di una contromisura per le trasgressioni degli italiani: “Non è una vacanza per cui si va al parco, è una guerra. In guerra, normalmente, si hanno restrizioni e sacrifici molto maggiori”. Il ministro Guerini dalla Difesa ha fatto arrivare la disponibilità allo schieramento di truppe come deterrente per chi è restio ad accettare determinate condizioni. In conclusione il governatore Fontana ha aggiunto che chiederà la chiusura di altre attività in modo da ridurre ulteriormente il numero di persone che circolano per lavoro: “La chiusura degli studi professionali e degli uffici pubblici, salvo per le attività indifferibili. Il blocco dei cantieri. E, ancora, un’ulteriore limitazione delle attività commerciali”.

servizio militare