Medico in prima linea contro il Coronavirus: non posso più abbracciare mia figlia

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Un padre è messo di fronte a una scelta terribile: come medico che lavora in prima linea per l’emergenza Coronavirus, non potrà abbracciare la figlia appena nata.

Questo è un momento difficile per molti medici, soprattutto quelli che stanno lavorando attivamente per controllare l’epidemia da Coronavirus e trattano ogni giorno con i pazienti che ne sono malati. Tra questi, un dottore americano è costretto all’isolamento dalla sua famiglia e per questo non potrà abbracciare sua figlia di sole tre settimane.

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Fortissimo il sacrificio di questo padre e dottore che, lavorando ogni giorno a contatto con pazienti affetti da Covid-19, ha deciso di dormire nel garage finché l’epidemia non cesserà. Separato dai suoi figli, soprattutto dalla più piccola nata poche settimane fa, questo gesto è lo stesso di molti altri operatori sanitari che non vogliono mettere a rischio le loro famiglie. Negli Stati Uniti attualmente sono stati individuati 4585 casi confermati di Coronavirus. Rachel Patzer, moglie e medica epidemiologa ha parlato del sacrificio di suo marito: “Sono in congedo di maternità, sto cercando di far studiare a casa i miei figli, con una neonata che urla per ogni cosa e sono preoccupata per la salute di mio marito e di tutta la mia famiglia. Non immaginavo sarebbero state così le settimane dopo il parto, ma potrebbe andare molto peggio“.

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Coronavirus: numeri preoccupanti anche in Inghilterra

Gli esperti stanno incoraggiando la popolazione americana a prendere seriamente il rischio di pandemia, mantenendo le distanze di sicurezza e attenendosi alle norme sanitarie. In Inghilterra sono già 55 mila le persone affette da Coronavirus e si suppone che 20 mila potrebbero morire, così ha fatto sapere il Ministero della Salute.

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