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Coronavirus Lombardia | “Medici ed infermieri come se fossero in guerra”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:49
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La situazione Coronavirus Lombardia resta estremamente difficile. E ce lo fa capire l’accorato appello della figlia di una infermiera bresciana.

Coronavirus Lombardia
Coronavirus Lombardia medici ed infermieri rischiano ogni giorno FOTO viagginews

Ancora una volta arriva una testimonianza importante della situazione Coronavirus Lombardia, con la regione governata da Attilio Fontana che resta in assoluto l’epicentro della emergenza sanitaria in corso in Italia.

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Su Facebook compare il messaggio di Glenda Frera, originaria di Lonato del Garda, in provincia di Brescia. Sua madre è una infermiera e come tanti altri membri dell’apparato sanitario del nostro Paese, sta lavorando per svariate ore al giorno senza riposo. Il tutto con il pieno rischio di esporsi a contagio da Covid-19. Di seguito il toccante messaggio postato sui social network.

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Coronavirus Lombardia, medici ed infermieri come se fossero in guerra

“Ciao, sono Glenda. Vorrei dirvi una cosa. La mia mamma, come molte altre migliaia di persone, lavora in ospedale. Ha una vera passione per il suo lavoro. Non si è mai interessata di orari e turni, di stipendi e problemi, ha sempre fatto il suo lavoro al meglio delle sue capacità. La mia mamma, infermiera, lavora molte ore al giorno, non saprei nemmeno dire quante. In questi giorni la mia mamma, come molte altre migliaia di persone, sta vivendo una situazione particolarmente difficile. Tutte le mattine va a lavorare e non sa quando e se tornerà. Basta un attimo, un tampone positivo, e chissà quando la rivedremo. Oggi è tornata dall’ospedale stremata, con le mani rotte e sanguinanti da tanto lavoro. Ha pianto, si è arrabbiata, mi ha raccontato che negli altri ospedali ci sono malati per terra nelle barelle perché non ci sono posti”.

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“Restate a casa, aiuterete tutti noi”

“Mamma non riesce a spiegarsi come, nonostante i mille avvertimenti, le infinite trasmissioni e gli innumerevoli spot, le persone ancora vadano in giro come se nulla fosse. Perché si è dovuto aspettare che questo virus si espandesse tanto prima di prendere le giuste precauzioni? Perché iniziamo ad avere paura solo ora? Forse se ci fossimo preoccupati prima, adesso il sistema sanitario non sarebbe così in ginocchio.

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Tra poco arriverà il compleanno della mamma, e mi si stringe il cuore se penso che probabilmente lo passerà in ospedale correndo di qua e di là per salvare la vita ad altre persone, e penso alle mamme e i papà che stanno perdendo il diciottesimo del figlio, la laurea della figlia o la malattia dei genitori per stare in servizio. La mia mamma, come molti di voi, lavora a Lonato e per Lonato, lavora per noi e per tutti. Per favore, fatelo per lei e per tutti i medici, gli infermieri, i farmacisti e gli ausiliari, state a casa, non state con nessuno, aiutiamoci ad aiutare!”.