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Coronavirus, l’accusa della dottoressa: “Colpa di chi non rispetta i divieti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:46
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La dottoressa Daniela De Rosa, accusa chiunque non rispetta i divieti di avere una grave colpa nei confronti di chi è costretta a lottare con il Coronavirus.

Daniela De Rosa, medico veterinario di 43 anni, è uno dei primi casi di contagio da Coronavirus ad Ariano Irpino (Avellino). La donna ha sofferto di una grave polmonite e di insufficienze respiratorie e tutt’ora si trova in isolamento. Il peggio sembra essere passato e da qualche giorno riesce nuovamente a parlare. Ciò nonostante per il momento non può vedere nessuno ed i suoi unici contatti sono con i medici che ne controllano lo stato di salute.

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Nelle scorse ore la dottoressa ha trovato la forza di lanciare un messaggio a tutti gli italiani, specialmente a quelli che ancora oggi sembrano non aver capito la gravità della situazione. D’altronde da giorni il governo e le istituzioni stanno cercando di spingere i ribelli ad attenersi alle disposizioni e la testimonianza diretta di qualcuno che ci è passato può avere un impatto decisivo.

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Coronavirus, la dura accusa della dottoressa in isolamento: “Solo pochi hanno capito la situazione”

La testimonianza della dottoressa campana comincia con la descrizione del periodo difficile che ha passato: “Sono chiusa in un isolamento da cosi tanti giorni che non li conto più, non posso aprire la finestra e ho contatti solo con i medici. Il Coronavirus mi ha provocato una bruttissima polmonite con grave insufficienza respiratoria. Sono una donna di 43anni che prima di questo episodio godeva di ottima salute e all’improvviso mi sono trovata attaccata a questo respiratore Dopo la morte di mio padre è l’esperienza più brutta della mia vita. Ho combattuto per tornare dalla mia famiglia e oggi dopo il primo tampone negativo ho tirato un leggero sospiro di sollievo perchè sto vicendo la battaglia. Una certezza ce l’ho: se non vieni toccato da una tale disgrazia non capisci il dolore che si prova. Solo oggi sono riuscita a parlare”.

In un secondo momento si rivolge a quelli che continuano ad uscire: “Non ancora tutti se non pochissime persone hanno capito di cosa stiamo parlando, sono pochissimi l’hanno capito. E quindi voglio che mi guardiate negli occhi e nel mio corpo la sofferenza che si ha per provare a combattere questo virus. Ci sono state falle ovunque, ma partiamo da noi e dal senso di responsabilità. Io mi trovo qui per l’atteggiamento di quelle persone incoscienti. Siamo stati tutti colpevoli a diversi livelli e gradi ma soprattutto chi l’ha fatto deliberatamente sapendo di delinquere. Penso di aver espresso un minimo di concetto che volevo far passare: ognuno deve svolgere il suo compito”.