Misure Coronavirus, Regioni fanno pressing su Conte: “Bisogna fare di più”

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Molti governatori regionali pressano il Governo affinché il decreto sul contenimento del Coronavirus sia più stringente su alcuni punti.

Sebbene Giuseppe Conte abbia di fatto bloccato gran parte dell’Italia con l’ultimo decreto sul Coronavirus, c’è ancora chi ritiene che andrebbero prese ulteriori misure. Il primo a contestare è Matteo Salvini, secondo cui “Siamo in guerra, bisogna chiudere tutto”, ma il leghista non è il solo a chiedere ulteriori restrizioni al Governo. Il governatore della Lombardia Fontana è concorde nel dire che si poteva fare un passo in più, bloccando ad esempio la produzione nelle fabbriche.

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Al momento infatti la produzione non è stata intaccata dalla misure, a condizione che vengano rispettate le misure di sicurezza che la situazione richiede. Nelle scorse ore sono sorti scioperi spontanei da parte dei vari lavoratori, specie gli operai ma anche chi lavora nelle parafarmacie, nelle farmacie e nei negozi alimentari. Si richiede la chiusura totale almeno fino al 22 marzo.

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Coronavirus, nuove misure in vista?

Conte pare intenzionato a non ritoccare ulteriormente il decreto firmato mercoledì sera, specialmente per quanto riguarda l’apertura delle farmacie e dei supermercato. Il ministro per gli Affari regionali Boccia ha spiegato che in queste ore sono state ascoltare le regioni e che si è pronti a prendere in considerazione le richieste: “Abbiamo ascoltato i territori. Se i governatori vogliono chiudere altre fabbriche, purché non abbiano riferimenti con le filiere sanitaria e agroalimentare, il governo non dirà di no, ma dovranno assumersi le loro responsabilità”.

Sulla chiusura delle fabbriche spinge anche il Sindaco di Bergamo Gori: “In Lombardia va fatto un passo in più. Nel decreto non c’è lo stop alle imprese e in troppi luoghi di lavoro la sicurezza non è garantita”. Presto, assicurano dal Governo, verranno pubblicate le linee guida per assicurare l’incolumità di tutti i lavoratori. Dal Piemonte si chiede invece una stretta sui parchi, dove troppo spesso si creano assembramenti irregolari. Lo stesso emerge dalla Campania, dove il Governatore chiede che l’esercito intervenga contro chi viola le regole del decreto.