Coronavirus, in Lombardia 1.280 nuovi contagi: “Altri 10 giorni così non li reggiamo”

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Aumentano i casi di Coronavirus in Lombardia e l’assessore al Welfare spiega che se continua così il sistema sanitario non regge.

Questa mattina l’assessore della sanità della Regione Lombardia ha condiviso il consueto video di aggiornamento sulla situazione Coronavirus. Gallera ha iniziato il comunicato leggendo le parole di una dottoressa milanese. Il medico si riferisce all’ingresso in terapia intensiva di un ragazzo di appena 18 anni e dice: “Gli occhi del paziente che ho intubato questa mattina non li scorderò mai. Per favore, state a casa“. Riportando la testimonianza il politico marca molto le ultime parole, proprio perché il messaggio che deve passare è che in questo momento specifico bisogna rimanere nelle proprie abitazioni il più possibile.

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Lo dicono gli esperti, lo dice il governo, lo dicono i numeri. Nel report giornaliero della Regione risultano 1.280 nuovi casi di contagio, che sommati al totale fa 5.469. A questo dato si aggiunge quello sui 2.802 ricoverati (585 solo nelle ultime 24 ore), 444 persone in terapia intensiva e 333 decessi totali (76 solo ieri). Ci sono anche numeri positivi come la creazione di 223 nuovi posti in terapia intensiva a cui se ne aggiungeranno altri 150. Ma anche quelli sulle dimissioni (da sottolineare anche l’uscita dalla terapia intensiva del paziente 1), giunte a 646.

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Coronavirus, Gallera avverte: “Altri 15 o 20 giorni così non li reggiamo”

Nel condividere i numeri delle dimissioni l’assessore alla sanità lombardo vuole sottolineare come il sistema sanitario della Regione abbia retto la botta e sia in grado di gestire al meglio la situazione attuale. Il problema è che i casi aumentano a dismisura ogni giorno e se dovesse continuare così l’onda d’urto sarebbe impossibile da sostenere: “Il sistema sanitario sta reggendo. In quindici giorni siamo riusciti a recuperare 223 nuovi posti in terapia intensiva. Ma forse è arrivato anche il momento di inasprire ancora di più le misure, noi altri 15 o 20 giorni con una crescita così forsennata delle persone nei pronto soccorso e nelle terapie intensive non li reggiamo, non li regge la Lombardia e non li regge l’Italia”.