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Vietato l’ingresso al bimbo con la sindrome di Down, la mamma: “E’ stato scioccante”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:25
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Una madre scossa per il divieto imposto al figlio con la sindrome di Down di saltare sui tappeti elastici, ha denunciato l’accaduto ai media.

Sabato scorso il piccolo George Dodsworth, sei anni, era andato al parco giochi insieme alla famiglia. Quando i suoi fratelli hanno espresso il desiderio di saltare sui tappeti elastici, il personale della struttura ha detto alla madre che George non poteva partecipare per via della sua condizione. Il divieto non è stato posto per mancanza di rispetto o discriminazione, ma per l’applicazione rigida delle linee guida dell’associazione sportiva britannica. In queste, infatti, viene sconsigliato l’ingresso dei bambini con sindrome di Down al gioco poiché in alcuni casi possono presentare una debolezza alle vertebre del collo. In quel caso, gli urti dovuti ai salti potrebbero causare danni gravi.

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Scossa per l’accaduto, la mamma del bambino lo ha segnalato sui social: “E’ stato uno shock sentire qualcuno che diceva che a causa della sindrome di Down non poteva fare qualcosa. L’ho sempre spinto a comportarsi come gli altri miei bambini. Li ho sempre trattati allo stesso modo. E’ stata dura. E’ stato un duro colpo emotivo”. La donna non se la prende con gli addetti, in quanto lo hanno fatto per tutelare la sicurezza del figlio: “Ci hanno rimborsato e detto che potremo tornare quando mio figlio sarà esaminato da un dottore ed avrà l’autorizzazione. Non posso biasimarli per come si sono comportati è stato semplicemente uno shock”.

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Vietato l’accesso al bimbo Down, la risposta dell’azienda: “Agito per la sua sicurezza”

Dopo che il caso è emerso in rete, l’azienda che si occupa di gestire il parco giochi – Fit Out, nel Kent – ha voluto chiarire la propria posizione su Facebook. Sul post si legge: “La British Gymnastics Association ha rilasciato delle linee guida per i clienti con la sindrome di Down. Alcuni di loro può sviluppare instabilità tra le vertebre del collo ed è per assicurare la loro sicurezza che ai clienti con la Sindrome di Down viene richiesto la prova di aver effettuato un controllo da un medico o da un pediatra”.

Sciarretta Massimiliano