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Coronavirus, vaccino: “Ci lavorano in tanti, entro un anno lo avremo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:08
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Rino Rappuoli, uno dei massimi esperti internazionali sui vaccini, assicura che un vaccino efficace contro il Coronavirus sarà pronto massimo entro un anno.

In queste settimane abbiamo sentito che in diversi Paesi sono state create delle versioni del vaccino per il Coronavirus. Sia in Italia che in altre Nazioni ci si trova però ancora in una fase di sperimentazione, cosa significa? Significa che i ricercatori hanno creato un vaccino che è potenzialmente efficiente, ma che ha bisogno di ulteriori sperimentazioni prima di poter essere prodotto e diffuso su larga scala.

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In Israele entro un paio di settimane potrebbero essere pronti alla sperimentazione sugli esseri umani, così anche negli Stati Uniti e in Australia. Per quanto riguarda le tempistiche, il ‘Corriere della Sera‘ ha chiesto informazioni a Rino Rappuoli, uno dei massimi esperti internazionali in campo di vaccini. Questo ha spiegato: “Nella migliore delle ipotesi forse anche entro un anno, perché, più o meno, sappiamo come farlo e perché le tecnologie sono avanzate moltissimo: alcune, che soltanto cinque o sei anni fa erano pionieristiche, oggi sono a disposizione di tutti i soggetti più competenti di questo settore”.

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Coronavirus, Rino Rappuoli: “Unici mezzi sono isolamento e Quarantena”

L’esperto spiega anche che dopo aver trovato la sequenza genetica del virus (trovata lo scorso 7 gennaio) si può creare un vaccino sperimentale in una settimana. Questo però è utilizzabile solo sugli animali e, se ci fossero riscontri positivi, si potrebbe passare alla sperimentazione sugli esseri umani. Sulla velocità della preparazione del vaccino poi spiega che dipende dalla tipologia di vaccino che si vuole creare. Al momento pare che si stia lavorando sulla base di quello per l’Ebola, poiché l’impianto utilizzato per questo è già stato approvato nel dicembre del 2019 e una volta pronto sarebbe possibile distribuirlo in fretta.

Sulla questione Rappuoli si sofferma spiegando meglio cosa significa: “Non sarebbe lo stesso vaccino, ma potrebbe essere prodotto allo stesso modo se fosse anch’esso un vaccino a vettore virale . Questi vaccini utilizzano, appunto, virus che non hanno nulla a che vedere con quelli verso i quali si vuole far sviluppare l’immunità, e che sono innocui per l’uomo. Però, proprio in quanto virus, sono capaci di infettare una cellula e di fargli produrre determinate proteine. Il trucco sta nell’inserire in questi virus un gene che fa sintetizzare una proteina del virus da cui ci si vuole difendere. La proteina verrà ‘esposta’ sulla superficie della cellula cosicché il sistema immunitario imparerà a riconoscerla e si preparerà a costruire anticorpi quando dovesse incontrarla di nuovo, questa volta portata dal virus ‘cattivo'”.

Per quanto riguarda la situazione attuale, invece, l’esperto spiega che le misure adottate dal governo sono le uniche possibili al momento: “Ho partecipato a un incontro presso l’Istituto Superiore di Sanità nel corso del quale ho potuto esprimere le mie opinioni per quanto attiene alle mie competenze e sono in contatto con chi prende le decisioni in questo momento. Però, per adesso, devo ribadire che gli unici mezzi che abbiamo sono soltanto l’isolamento e la quarantena”.