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Coronavirus, l’esperto: “Il picco di contagi lo avremo tra fine marzo e aprile”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:08
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Secondo il dottor Caruso, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia degli Spedali Civili, il picco dei contagi di Coronavirus deve arrivare.

Nonostante l’applicazione di misure contenitive rigide da oltre una settimana, il numero dei contagi e di decessi da Coronavirus è in costante aumento. Già ieri il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha chiarito che l’aumento di questi giorni era ampiamente previsto e che i primi risultati delle misure applicate dal governo si vedranno solamente a partire da domenica 8 marzo, ovvero a 14 giorni di distanza dall’applicazione. Questo ovviamente non significa che i casi diminuiranno in maniera repentina, ma è probabile che bisogni attendere qualche mese.

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Sulla diffusione e lo sviluppo nelle prossime settimane è stato intervistato dal ‘Giornale di Brescia‘ il dottor Arnaldo Caruso, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia degli Spedali Civili di Brescia. A suo avviso la diffusione potrebbe essere stata agevolata da qualche errore: “Credo che all’inizio in Italia sia stato fatto qualche errore, giustificato anche dalla novità del virus e dalla non conoscenza di alcune caratteristiche che si sono evidenziate nel tempo”.

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L’esperto spiega poi a quali caratteristiche fa riferimento: “Tra queste, il periodo di incubazione, il fatto che fosse contagiosa anche una persona asintomatica e la corretta osservazione di sintomi specifici ed aspecifici. Così, anziché chiudere le frontiere con quarantena rigida per tutte le persone in arrivo dalla Cina, le autorità sanitarie italiane hanno deciso di sorvegliare ed isolare solo i pazienti sintomatici”.

Coronavirus, il dottor Caruso: “Il picco lo avremo tra fine marzo e aprile”

Con queste parole l’esperto non vuole dire che il sistema sanitario italiano abbia fallito nel contenimento del virus, ma semplicemente che non era possibile prevedere alcune delle sue caratteristiche. Infatti successivamente spiega: “Sono tuttavia convinto che, anche con tutte le precauzioni possibili, un virus nuovo e potenzialmente pandemico è difficile limitarlo ad un’area geografica. L’Italia, con un impegno notevole, è stata comunque la prima ad attuare la sorveglianza su casi sintomatici e asintomatici“.

Per quanto riguarda la fine della quarantena e dell’epidemia, la stima del dottor Caruso è la seguente: “Osservando l’andamento in Cina, il picco lo dovremmo avere tra fine marzo ed aprile. Poi i contagi diminuiranno, ma ricompariranno in autunno quando il virus si potrebbe essere trasformato in un ospite umano, meno aggressivo di quello che circola ora”.

Fabio Scapellato