Gino Girolimoni, chi era: accusato di aver stuprato e ucciso bambine a Roma

Conosciamo meglio la storia del fotografo, Gino Girolimoni, degli anni Venti, accusato ingiustamente come il “Mostro di Roma”. 

Gino Girolimoni

Gino Girolimoni nasce a Roma il 1º ottobre 1889 e nel 1961 ci lascerà. Negli anni Venti l’uomo fu accusato ingiustamente di essere stato il Mostro di Roma, responsabile negli anni venti dello stupro di sette bambine e dell’omicidio di cinque di loro. Da innocente ha dovuto combattere con una campagna mediatica che lo aveva indicato come responsabile su pressione del regime fascista che voleva accreditarsi come garante dell’ordine. Nonostante la libertà successiva la sua vita fu sconvolta con un errore giudiziario che è diventato un simbolo sulla pubblica opinione.

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Gino Girolimoni, le curiosità sulla sua storia

Aveva 38 all’epoca dei fatti e viveva in una stanza in via Boezio: cercarono di farlo confessare in tutti i modi visto che era noto che non corrispondeva all’identikit dell’assassino. Lui nega sempre e finisce in isolamento a Regina Coeli. Soltanto l’8 marzo 1928 venne prosciolto “per non aver commesso il fatto”, ma il suo cognome a Roma diventò famoso in maniera negativo venendo accostato sempre a pedofilia. Alla fine la polizia ha un commissario molto bravo, Giuseppe Dosi, che decide di riaprire il caso e raccogliendo le testimonianze tutto arriva a Ralph Lyonel Brydges, pastore anglicano alla Holy Trinity Church di via Romagna e che a Capri è stato fermato per aver adescato una bambina. Così nell’aprile del 1928 comunica al religioso di essere formalmente indagato per gli omicidi. Dopo la perquisizione ci sono indizi importanti come un taccuino con annotati i luoghi in cui sono avvenute le sparizioni delle bimbe.

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