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Coronavirus, si indaga sull’audio che istiga all’assalto dei supermarket

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:59
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La Procura di Milano ha aperto un’indagine sull’audio che istiga all’assalto dei supermarket: la diffusione di fake news turba l’ordine pubblico.

Spingere i milanesi (e non solo) a fare incetta di generi alimentari e altro nei supermercati, come di fatto è già avvenuto nei giorni scorsi. In termini tecnici si parla di “psicosi da accaparramento”. E’ questo l’effetto di una “fake news” diffusa sotto forma di audio su Whatsapp, effetto che rischia di sommarsi pericolosamente alla paura che serpeggia un po’ in tutto il mondo, ma soprattutto in Italia.

Nell’audio incriminato la voce di una donna invita caldamente a “fare la scorta” perché Milano finirà “in quarantena come mi ha detto la moglie di uno della Regione”. Sugli autori materiali e i responsabili della diffusione del file i procuratori aggiunti di Milano Tiziana Siciliano e Eugenio Fusco hanno aperto un’inchiesta per “diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico”.

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L’emergenza Coronavirus tra psicosi e truffe

Secondo a quanto ricostruito dalla polizia giudiziaria nell’inchiesta coordinata dal dipartimento “Ambiente, salute, sicurezza, lavoro” e da quello di contrasto alle truffe, l’audio, della durata di poco più di un minuto, circola almeno da sabato scorso. Lo stesso giorno ciè in cui a Milano e in altre città tantissime persone hanno dato l’assalto ai supermercati per fare scorte in vista di un giro di vite a causa del coronavirus.

La voce femminile spiega tra le altre cose che il marito di una sua amica lavora in Regione e sostiene di aver saputo, in soldoni, che prima finiranno in quarantena i Comuni attorno a Milano, tra cui Garbagnate Milanese, e poi l’intera città (ipotesiperaltro smentita dai riferimenti temporali indicati nel file). “Hanno perso il controllo”, sbotta la donna con tono serio e preoccupato, per poi incitare a fare “la scorta” e “organizzarsi con la spesa”.

Confermando la sua linea dura contro queste forme di sciacallaggio, la Procura ha deciso di contestare il reato previsto all’art. 656 codice penale, vale a dire la “pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico”, ed è convinta che arriverà presto a individuare chi ha divulgato quel messaggio per seminare panico: un reato che prevede l’arresto fino a 3 mesi o una multa di 300 euro. Nel mirino delle autorità anche anche un altro audio, di meno di un minuto, nel quale un’altra voce femminile sostiene che Lodi, al pari di Codogno, finirà “in quarantena”.

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EDS