Sandro Pertini: chi era il Presidente della Repubblica amato dagli italiani

Curiosità e vita di Sandro Pertini: chi era il Presidente della Repubblica amato dagli italiani, dalla Resistenza ai Mondiali di Spagna.

(Getty Images)

Il 24 febbraio 1985 moriva Sandro Pertini, settimo presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985. Fu il primo socialista e unico esponente del PSI a ricoprire la più alta carica dello Stato. Ancora oggi viene ritenuto il presidente più amato dagli italiani.

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Combattente nella prima guerra mondiale sul fronte dell’Isonzo, aderì al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo. Venne per questo perseguitato dal regime di Mussolini, nel 1925 fu condannato a otto mesi di carcere.

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Chi era Sandro Pertini, l’amato presidente degli italiani

Passò anni al confino e da clandestino in Italia, poi fece parte della Resistenza, della quale fu uno dei capi. A Roma fu anche catturato dalle SS e condannato a morte; riuscì a salvarsi evadendo dal carcere di Regina Coeli assieme a Giuseppe Saragat, anche egli in seguito Capo dello Stato. Nell’aprile 1945 partecipò agli eventi che portarono alla liberazione dal nazifascismo, quindi fu tra i protagonisti dell’Assemblea Costituente e della primissima fase di rinascita democratica del Paese.

Fu eletto presidente della Repubblica Italiana l’8 luglio 1978. Nel corso del mandato, con l’elezione che arrivò pochi mesi dopo la morte di Aldo Moro, ottenne grandi riconoscimenti e oggi viene ricordato come il “presidente più amato dagli italiani” o il “presidente degli italiani”. Negli stessi anni, per scelta istituzionale e per dimostrarsi sopra le parti, non rinnovò la tessera del PSI. Fu sposato dal 1946 alla sua morte con Carla Voltolina, anch’essa partigiana e antifascista.

Sandro Pertini nella cultura popolare

La sua figura – a partire dai riferimenti ai suoi discorsi – è ancora oggi ampiamente riconosciuta. Viene citato dal brano ‘L’Italiano’ di Toto Cutugno, quando questi parla di “un partigiano come presidente” e sono diversi gli episodi che lo hanno reso celebre. Tra questi, ci sono senza dubbio le immagini della sua esultanza allo Stadio Santiago Bernabéu di Madrid per la vittoria dell’Italia ai mondiali e la successiva partita a carte nell’aereo che riportava gli azzurri a casa.

Divenne anche un personaggio da fumetto a firma di Andrea Pazienza. Ci furono nel corso della sua Presidenza momenti drammatici: in molti ricordano ancora oggi il suo arrivo alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980, la sua visita ai feriti, così come il suo arrivo – l’anno dopo – a Vermicino, dove si stava consumando la tragedia di Alfredino Rampi, il bambino caduto nel pozzo.