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Omicidio Luca Sacchi | intercettazioni clamorose “Gli togliamo i soldi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:18
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Nell’ambito dell’omicidio Luca Sacchi spuntano fuori le intercettazioni decisive che riguardano Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Valerio Rispoli.

omicidio Luca Sacchi
Vicenda omicidio Luca Sacchi via al processo a fine marzo FOTO viagginews

L’omicidio Luca Sacchi, avvenuto il 23 ottobre 2019 a Roma, presenta nuovi ed inediti elementi. Si tratta delle frasi che Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Valerio Rispoli si sono scambiati prima che i due uccidessero lo stesso Luca Sacchi. Gli investigatori sono riusciti ad estrapolarne il contenuto dai loro telefoni cellulari.

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Tra i passaggi sottoposti ad intercettazione si sente quanto segue. Del Grosso dice a Rispoli: “A quattro e due glieli stiamo a levà tutti. Ha detto che non se pija a sto prezzo perché fa schifo, Vale già stiamo a fa le cose strane che iene hai fatta vede una e ne porti n’altra ancora, nun poi fa cose, lui è sveglio, c’ ha i soldi pe poté prende ste cose. Me spieghi a quanto gliela hai messa e quanto se la deve prende ste cose”. Si può intuire, secondo gli investigatori, come i due stessero tendendo una trappola a Luca Sacchi – unica vittima dell’omicidio – ed agli amici che erano con lui nel quartiere Appio Latino la sera del 23 ottobre.

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Omicidio Luca Sacchi, il delitto è frutto di premeditazione

Sacchi non si sa se fosse consapevole della transizione per comprare della droga. Di certo gli altri che erano con lui lo sapevano. I messaggi intercettati provengono dagli account Whatsapp di Paolo Pirino, Valerio Del Grosso e Valerio Rispoli. Del Grosso è l’autore materiale dell’assassinio, Rispoli è un pusher. La Procura di Roma ha preso in consegna queste intercettazioni, che mettono in risalto l’appartenenza incontestabile ed evidente al mondo criminale da parte dei soggetti coinvolti. Il delitto appare premeditato, con Del Grosso e Rispoli d’accordo nel truffare Giovanni Princi ed Anastasiya Kylemnik. La marijuana che avrebbero dovuto vendere a quest’ultimi sarebbe dovuta costare 70 euro a grammo. Ma loro si sarebbero presi tutti i soldi (i famigerati 70mila euro) senza cedere gli stupefacenti, come originariamente pattuito.

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A fine marzo via al processo con diversi imputati

La pistola sarebbe dovuta servire proprio allo scopo di portare a compimento tale cosa, minacciando i loro clienti. Ed emerge anche con Del Grosso e Pirino abbiano già fatto la stessa cosa in precedenza con due pusher albanesi alle dipendenze del clan Marando. In tale circostanza andò male ai due, con Del Grosso che rimediò una ferita ad un occhio, ed intervenne la polizia. Intanto il prossimo 31 marzo inizierà il processo al cospetto della prima Corte d’Assise del Tribunale di Roma. Imputati saranno Del Grosso e Pirino per l’omicidio Luca Sacchi, ma anche Giovanni Princi, Anastasiya Kylemnyk e Marcello ed Armando De Propris. Questi ultimi due sono gli individui che hanno fornito a Del Grosso e Pirino l’arma del delitto.