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Caso Lisa Gabriele, svolta nelle indagini: “Non si è suicidata”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:56
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La Polizia di Cosenza ha trovato delle tracce biologiche che potrebbero condurre all’assassino di Lisa Gabriele, dopo 15 anni di misteri.

Nel 2005 il corpo senza vita della 22enne calabrese Lisa Gabriele è stato trovato nelle campagne di Montalto Uffugo (Cosenza). Inizialmente si è pensato che la giovane si fosse tolta la vita. Accanto al cadavere, infatti, c’erano delle bottiglie di alcol vuote e delle scatole di psicofarmaci. Inoltre gli investigatori avevano trovato una lettera d’addio. Insomma sembrava che non ci fossero dubbi sulla dinamica della morte della ragazza, ma le prime perplessità sono emerse dopo l’autopsia.

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Il medico legale, infatti, non ha trovato nel suo corpo tracce di alcol o di farmaci, bensì ha rilevato che la morte era avvenuta per soffocamento. Attorno al suo collo c’erano tracce visibili di violenza, come se qualcuno l’avesse strangolata. Apparve evidente che qualcuno l’avesse uccisa in un altro luogo e che poi avesse inscenato il suicidio per depistare le indagini. In 14 anni però non sono state trovate tracce che potessero ricondurre ad un colpevole ed il caso era stato chiuso.

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Caso Lisa Gabriele, ricostruito il profilo genetico dell’assassino

La svolta nelle indagini è giunta lo scorso anno, quando un anonimo informatore ha mandato una lettera a ‘La Gazzetta del Sud‘ e alla Procura di Cosenza. In questa si leggeva che ad uccidere la ragazza era stato un carabiniere e che ad aiutarlo ad inscenare il suicidio sarebbe stato un medico. Il contenuto della lettera ha convinto il Procuratore di Cosenza a riaprire il caso e a far riesumare il corpo della vittima nella speranza di trovare degli indizi.

Dalle analisi sul corpo di Lisa Gabriele sono in effetti emerse delle novità. Sotto le sue unghia sono state trovate tracce di dna, come se la ragazza avesse provato a difendersi prima di essere uccisa. Da queste è stato isolato un profilo genetico che potrebbe essere confermato dalle tracce di dna isolate sulle bottiglie trovate accanto al suo cadavere.

Lisa Gabriele