“Le Iene mi hanno minacciato” | parla presidente Antimafia

Il presidente della Commissione Regionale Antimafia della Sicilia contro ‘Le Iene’ per una “lunga intervista che era in realtà un insieme di minacce”.

Le Iene Antimafia
Claudio Mafia presidente Antimafia Sicilia parla di minacce da Le Iene FOTO viagginews

Claudio Fava, presidente della Commissione Regionale Antimafia della Regione Sicilia, innesca una polemica con ‘Le Iene‘. Oggetto di controversia è una intervista rilasciata da lui stesso a Comiso, in provincia di Ragusa, durante la quale però sarebbe avvenuta una “aggressione verbale, una vera e propria forma di intimidazione” da parte dell’inviato del programma televisivo Mediaset nei confronti dello stesso Fava.

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“Ho assistito ad una sedicente intervista che si è rivelata subito essere altro”. Il presidente Antimafia era stato chiamato a fornire la propria opinione sul caso Antoci e su quanto fatto dall’organismo da lui presieduto. Il racconto di Claudio Fava spiega il punto di vista di quest’ultimo relativamente a quanto successo. “Ero in albergo a Comiso quando un giornalista de ‘Le Iene’ si è avvicinato a me. Mi è stata chiesta una intervista ed a questa richiesta ho detto di si, nonostante non fosse stata concordata in precedenza”.

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Le Iene Antimafia, presidente Commissione Sicilia: “Io minacciato dal loro inviato”

Qui arriva la contestazione dei fatti. “Ma per 84 minuti non ho fatto altro che subire una violenta aggressione nei toni e nei contenuti, tutti molto minacciosi nei miei riguardi. Non ci sono state domande ma solo affermazioni infamanti e calunniose circa il lavoro svolto dalla Commissione Antimafia. Gli audio verranno trasmessi alla Procura della Repubblica di Ragusa ed alla Dda di Catania per le opportune valutazioni del caso”. Anche alcuni giornalisti hanno potuto esaminare questi file. E non è tutto: Claudio Fava afferma che “l’intervista in questione ha avuto luogo dopo una serie di appostamenti, telefonate pressanti e quant’altro perpetrati nei confronti di altri componenti della Commissione Regionale Antimafia. Sia a me che ai miei colleghi è sembrata una intimidazione ed un avvertimento a non curarci più del caso Antoci. Ma a che scopo? Noi mai abbiamo manifestato dei fini politici”.

“Nessuno intimidirà la Commissione Regionale Antimafia”

Ed ancora: “Mi è stato detto che il nostro lavoro ha innescato tutti i mafiosi dei Nebrodi e che la nostra relazione riporterebbe solamente str******. ‘Le Iene’ non hanno ancora trasmesso questa intervista, ma anche se scegliessero di non trasmetterla mi interesserebbe poco. Resta il fatto di una gravità assoluta che sono state usate ingiurie e minacce nei miei confronti, per quasi un’ora e mezza. Ritengo che non sia tutta farina del sacco di quell’inviato. Che non aveva alcuna intenzione a fini giornalistici”.

Cos’è il caso Antoci

La versione di Fava finisce così. “Questa è una forma di aggressione studiata a tavolino e che vede dei precisi mandanti. Che non sappiamo chi siano. Se il loro scopo è quello di far paura alla Commissione che presiedo però, si sbagliano, e di grosso”. Il caso Antoci è relativo all’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, oggetto di un attentato intimidatorio nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2016 a Santo Stefano di Camastra (Messina).