Antonio Cassano condannato in Cassazione: dovrà pagare 263 mila euro

Antonio Cassano è stato condannato dalla Corte di Cassazione a pagare 263 mila euro di tasse sfuggite al fisco quando giocava alla Roma.

Antonio Cassano con la maglia della Sampdoria (Getty Images)

L’Agenzia delle Entrate aveva presentato ricorso contro Antonio Cassano per via di una somma riguardante dei Fringe Benefit che il calciatore non aveva pagato quando era alla Roma. Secondo quanto emerso si tratterebbe di benefit a favore del suo procuratore per delle prestazioni rese al calciatore. Inizialmente c’era conflitto sul fatto che tale somma dovesse essere tassata ed è rimasto sino al secondo grado di giudizio, quando i giudici della Corte d’Appello. Il dubbio riguardava il fatto che tale somma fosse da considerare un compenso del calciatore o meno.

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Non è la prima volta che un calciatore, anche famoso, finisce nel mirino del fisco. Negli anni passati è capitato anche ai due più forti calciatori degli ultimi 20 anni. Prima Messi e poi Cristiano Ronaldo sono stati processati per evasione fiscali e condannati dalla giustizia spagnola. In entrambi i casi si trattava di proventi derivanti ai diritti d’immagine.

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Antonio Cassano, l’Agenzia delle entrate vince il ricorso in Cassazione

L’Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso alla Corte di Cassazione ed oggi si teneva l’udienza durante la quale è stata presa una decisione definitiva sulla tassazione di quei compensi. Secondo i giudici della suprema corte non ci sono dubbi sul fatto che la somma fosse da tassare poiché rientra certamente tra i compensi del calciatore.

Non è la prima volta che l’ex stella di Bari Vecchia ha dei problemi con il fisco. La prima volta era successo in Spagna quando giocava per il Real Madrid. In questo caso l’ex calciatore sarà costretto a pagare la somma, visto che la decisione della Corte Suprema invalida i primi due giudizi di merito e dà il via alle cartelle esattoriali.