Fiorello | Selvaggia Lucarelli | “Abbiamo visto tutti i suoi limiti”

Fiorello e Selvaggia Lucarelli, lei contesta lui dopo quanto successo nel corso della terza serata del Festival di Sanremo 2020 con Tiziano Ferro.

Fiorello Selvaggia Lucarelli
Fiorello Selvaggia Lucarelli FOTO viagginews

Selvaggia Lucarelli critica Fiorello. La giornalista e nota opinionista critica lo showman, finora grande protagonista di Sanremo 2020 assieme al conduttore Amadeus ne parla in un lungo intervento su tpi. La Lucarelli critica anche quest’ultimo “per la sua scelta di fondo di avere scambiato il palco dell’Ariston per un luogo in cui andare a fare baldoria con gli amici.

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Invece resta un luogo infame in cui una parola sbagliata fa nascere dei drammi e pressioni ed aspettative enormi fanno venire fuori gli artisti per ciò che sono. Se sei concentrato e hai forza interiore superi tutti, altrimenti ti lasci travolgere”. Ma Fiorello come spalla non è una buona scelta, da quanto si può dedurre dalle critiche di Selvaggia Lucarelli. Perché si tratta di una presenza importante, lui è uno showman catalizzatore”.

“C’è stato un momento in cui sarei voluta salire sul palco e sussurrargli nell’orecchio: “Qui non servi, torna dietro le quinte e non strafare”. È stato quando è entrato per cantare con i Ricchi e poveri. Che ce ne fregava di vedere Fiorello cantare con i Ricchi e poveri? Niente, ovviamente. Però fregava a lui. Era il loro momento, dopo 39 anni, la reunion che pareva impossibile, un siparietto kitsch ma anche vagamente malinconico, ed è dovuto entrare lui, mettersi in mezzo, cantare, come quando tu sei al tavolo con una ragazza che ti piace e arriva l’amico inopportuno che si mette a raccontare barzellette sui francesi”.

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Fiorello Selvaggia Lucarelli: “Lui è meno semplice di ciò che sembra”

La Lucarelli prosegue. “C’è una seconda ragione per cui Amadeus avrebbe fatto meglio a non chiamare l’amico a Sanremo e risiede in un altro grosso equivoco che questa volta non riguarda i comici in generale, ma Fiorello. Lui ha una leggerezza sul palco che praticamente nessuno, tra quelli che lo conoscono davvero, gli riconosce anche nella vita. Intendiamoci, non nella vita privata e nel tinello di casa sua, ma nella vita professionale fuori da tutto quello che non succede quando è in diretta”.

“È considerato uno prudente, che sa ponderare le scelte lavorative da chi lo stima, uno con un’ansia da prestazione e una paura di sbagliare che lo divora da chi lo stima comunque ma ne riconosce i limiti. C’è chi pensa che abbia fatto poche cose in tv perché ama la radio, c’è chi pensa che abbia fatto poche cose in tv per la paura di floppare in tv, mentre in radio chi ti dice niente. Da anni, gli addetti ai lavori, sanno che Fiorello è meno semplice di quello che appare e che si prende enormemente sul serio, nonostante riesca a recitare egregiamente la parte di chi si lascia scivolare tutto addosso e “famose una risata”.

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“Non si rinnova mai, è così da 30 anni”

Ancora. “Da sempre, chi lo conosce, sa che c’è solo una cosa che Fiorello teme più di una telefonata di notte di Marco Baldini che si chiude con un “poi te li ridò”. E quella cosa si chiama dissenso. Fiorello vuole piacere a tutti e se ciò non accade va in tilt. Non sa gestire emotivamente le critiche e fondamentalmente alle critiche non è neppure abituato, visto che nessuno osa mai scalfire la statua marmorea di Fiorello e per i giornalisti lo showman è pressoché intoccabile”.

“Nessuno che dica mai: sì però ha un’età, forse questo eterno ruolo dell’animatore (di razza) con la battuta che sta bene a tutti, con la canzoncina in canna, con questo entusiasmo fanciullesco e la capacità paracula di improvvisare, di stare simpatico a giovani e bisnonni ha un po’ stufato. È sempre uguale a se stesso, da 30 anni. Non ha mai osato nulla, Fiorello, ed ha un’età per cui forse il ruolo dell’animatore che ce l’ha fatta dovrebbe cominciare a stargli stretto. Un’età in cui, per esempio, anziché arrivare a Sanremo convinto di campare di rendita e cazzeggiare sul palco come e quanto vuole lui perché a lui si perdona tutto, potrebbe prepararsi qualcosa da dire”.

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“Tiziano Ferro ha fatto quello che nessuno mai ha fatto prima: lo ha contraddetto”

La disamina della giornalista va avanti. “Potrebbe farlo, decidendo anche di rispettare i tempi e una scaletta precisa, di farsi da parte se si è andati troppo lunghi, di fare qualcosa di preparato e un po’ oltre “daje Amadeus che cazzeggiamo!”. Perché poi succede che un gigante come Tiziano Ferro che al contrario di Fiorello ha una vita artistica anche dopo Ventimiglia, si arrabbi. Gli rimproveri di aver sbrodolato così tanto da averlo costretto a esibirsi a notte fonda. Legittimamente. E che faccia, Tiziano, quello che mai nessuno ha osato fare: contestare Fiorello”.

“Apertamente e di impeto, sul palco più famoso d’Italia. Perché anche Tiziano, ha detto Amadeus la prima sera, è lì perché è un amico. E però amici amici… amici un c****, ha pensato giustamente Ferro. Senza valutare le conseguenze del suo gesto, ha rotto un equilibrio che era inalterato da anni: ha messo un dito sulla stalattite vecchia di milioni di anni. Quella che mai nessuno aveva osato toccare. E la stalattite s’è annerita subito”.

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“E Fiore si è offeso”

“Fiorello, offeso, si è eclissato portandosi via la palla e “io non gioco più”. Minacciando di non tornare. Amadeus ha dovuto sottolineare che la battuta di Ferro su Fiorello (Fiorello statte zitto!) “è stata infelice ma capita”, un po’ come la bellezza della Leotta, e anche in questo caso c’è voluto l’intervento del bisturi – quello della diplomazia chirurgica del povero Amadeus – per destreggiarsi tra le bizze dei due amici che hanno bisticciato. Per contenere la permalosità narcisistica di Fiorello, per rimettere le cose a posto e farlo tornare alla festa”.

“Ferro, addirittura, si è dovuto scusare con un biglietto, scritto a mano, postato su Instagram, manco avesse sfregiato un Caravaggio, anziché aver rimesso a posto uno che ha scambiato Sanremo per un addio al celibato. Va bene, mi sforzo di capire anche le ragioni di Fiorello: ma come, io vengo qui in amicizia e mi ritrovo i fan di Ferro ad attaccarmi? Perché questo è il problema di Fiorello. Il dissenso. E qui torniamo al discorso iniziale. Per fare andare tutto bene, con Fiorello, bisogna fare come con i bambini suscettibili: dargli ragione. Sempre”.

“Rosario ha scoperto cosa significa non piacere a tutti”

“Dirgli che è il migliore, il mattatore, il fuoriclasse. Allora è l’adorabile caz***e che conosciamo. Se qualcosa va storto, “io non vengo più”. E allora succede che siccome “the show must go on”, il fratello maggiore gli chiede scusa pure se ha ragione e papà Amadeus rimprovera chi ha torto perché è il fratello maggiore e “dai, tu sei più grande, fai quello più maturo”. In mezzo, la sensazione che Fiorello, anche alla luce del fatto che ieri sera senza di lui gli ascolti siano addirittura cresciuti, abbia scoperto cosa significhi non piacere a tutti, sempre”.

“Insomma, che abbia visto materializzarsi la sua più grande paura e quando meno se l’aspettava. E visto che a maggio compie 60 anni, in fondo non è detto che sia un male. Anzi, forse era ora. Riguardo Amadeus, se rifarà il Festival l’anno prossimo, è meglio che questa volta si porti al mare degli sconosciuti. Rischi che non ti piacciano, ma almeno non ti giochi amicizie decennali per annunciare Beppe Vessicchio”.