Giuseppe e Mario, chi sono i macchinisti morti nell’incidente del Frecciarossa

Questa mattina il treno Frecciarossa 9595 è deragliato sulla linea Milano-Bologna, ad avere la peggio sono stati i macchinisti Giuseppe e Mario: chi erano.

Nelle prime ore di questa mattina, intorno alle 5:30, un treno Frecciarossa è deragliato sulla linea ad alta velocità Milano-Bologna, all’altezza della stazione di Livraga (Lodi). Nei momenti immediatamente successivi sul luogo dell’incidente sono giunti i soccorsi e gli agenti della Polizia Ferroviaria. I Vigili del Fuoco si sono occupati di estrarre dalle lamiere dei vagoni deragliati (due quelli completamente abbattuti) i passeggeri rimasti intrappolati.

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Già intorno alle 7 di mattina era stato comunicato un primo bilancio delle vittime: ad avere la peggio sono stati i due macchinisti, entrambi morti a causa delle ferite riportate durante l’impatto. I feriti sono 27, dei quali 25 sono stati trasportati in ospedale in codice verde, mentre due in codice giallo. Da poco sono stati comunicati i nomi delle due vittime: Giuseppe Cicciù (51 anni) e Mario Di Cuonzo (54 anni).

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Chi erano i macchinisti morti nell’incidente ferroviario

In queste ore i colleghi delle vittime e tutto il gruppo FS italiane hanno condiviso il proprio cordoglio per la morte di Giuseppe e Mario. In questi messaggi si legge come i ferrovieri e l’azienda offrano la massima disponibilità e tutto il supporto necessario ai familiari delle vittime e a tutti i passeggeri coinvolti nel tragico incidente di questa mattina. Sui due macchinisti, al momento, a parte il nome e l’età sono emerse pochissime informazioni.

Qualcosa in più su Giuseppe Cicciù la si trova nel suo profilo social, dal quale è stato possibile reperire una sua foto. Dalla sua pagina personale scopriamo che era nativo di Reggio Calabria e che era molto dedito al lavoro. Postava spesso immagini e post attinenti al proprio mestiere, comprese le iniziative delle Ferrovie dello Stato. Ultima quella di sensibilizzazione sulle malattie che colpiscono le donne. In quell’occasione sottolineava come “La prevenzione è da sempre l’arma migliore” per contrastare le malattie.