Home News Ricchi e Poveri, Franco Gatti disperato: “Mio figlio mi parla dall’aldilà”

Ricchi e Poveri, Franco Gatti disperato: “Mio figlio mi parla dall’aldilà”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:48
CONDIVIDI

Ricchi e Poveri, Franco Gatti disperato: “Mio figlio mi parla dall’aldilà”. Il rapporto quotidiano col figlio morto a soli 23 anni. 

Franco Gatti mio figlio mi parla dall'aldilà

Era il 13 febbraio 2013 quando Alessio Gatti, figlio di Franco Gatti, morì accidentalmente a soli 23 anni, lasciando i genitori profondamente scossi e feriti. Così Franco parla della sua vita in seguito al decesso del primogenito, “I miei colleghi e amici continuano a lavorare. Io mi sono fermato perché non salivo più con gioia sul palco”. Dopo più di cinque anni di doloroso silenzio, il musicista dei Ricchi e Poveri ha deciso di tornare a raccontare la sua vicenda in tv.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Franco Gatti, il rapporto spirituale con il figlio

Franco Gatti e la moglie raccontano loro figlio alle telecamere italiane, stupendo tutti i telespettatori a casa: secondo il musicista il ragazzo li ascolta e comunica con loro, gli è sempre accanto.

“Penso che Alessio sia il mio angelo, che mi venga dietro e mi aiuti […] Un giorno ero nel programma di Francesca Fialdini e si parlava dei segnali che le persone scomparse lanciano ai propri cari e quando sono uscito dallo studio ho trovato una piuma che sarebbe un segnale della loro presenza. Io e tutte le persone che erano con me siamo rimasti stupiti”.

Ma questi non sono gli unici messaggi lasciati dal giovane Alessio a suo padre, lo spirito comunicherebbe anche con la mamma e attraverso di lei: alcune notti la moglie si alza in piedi e corre alla scrivania per trascrivere ciò che le viene dettato dal figlio. In diretta su Rai 1, i due hanno deciso di leggere uno dei suoi fantomatici messaggi:

“Sai, qui ci sono tanti ragazzi come noi che sulla terra non potevano rimanere a lungo perchè la terra non è ancora pronta ad accoglierci e quindi possiamo starci solo il tempo necessario. Poi dobbiamo tornare qui e continuare il nostro compito. Noi, esseri speciali ci incontriamo tutti. Siamo giovani e finalmente riusciamo a vedere la luce. Anche qua abbiamo i nostri compiti e uno di questi è starvi vicino. Vi dobbiamo ricompensare del grande dolore che vi abbiamo procurato e i nostro modo per compensarvi è questo. Starvi vicino vuol dire accompagnarvi in ogni vostro passo, in ogni vostro atteggiamento nei confronti della vita”.