Coronavirus Italia | in quarantena da solo dalla Cina | “Nessuno mi ha controllato”

Un uomo fa ritorno in Italia dalla Cina per la psicosi Coronavirus ma ammette: “Nessuno mi ha sottoposto a controlli, mi sono messo in quarantena da solo”.

Coronavirus Italia
Situazione Coronavirus Italia accade un fatto davvero clamoroso FOTO viagginews

Il Coronavirus in Italia verrà ritenuto alla stregua di una emergenza nazionale, come fatto sapere due giorni fa dal Consiglio dei Ministri. Gli italiani di ritorno dalla Cina con un volo di Stato rimarranno in quarantena cautelativa per due settimane, mentre altri casi verranno valutati con il massimo dell’attenzione.

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Intanto spicca l’incredibile vicenza di un ingegnere nostro connazionale originario di Camaiore, in provincia di Lucca. Lui si chiama Marco Andreozzi ma vive in Cina per lavoro. Negli ultimi giorni Andreozzi è tornato in Italia, ma ha fatto sapere che nessuno lo ha sottoposto ad alcun controllo. E quindi l’uomo ha deciso di mettersi in quarantena da solo. I motivi che lo hanno spinto a tornare nel nostro Paese sono da imputare proprio al Coronavirus, con l’Italia da questo punto di vista più sicura della Cina, che è il Paese dove la malattia è nata e si sta diffondendo. Giunto in aeroporto però, l’ingegnere ha potuto fare tranquillamente ritorno a Camaiore come se nulla fosse. Nessun controllo di cautela né nient’altro gli è stato fatto. Circostanza che lui stesso ha confermato al quotidiano ‘La Nazione’.

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Coronavirus Italia, il racconto del nostro connazionale appena giunto dalla Cina

Ho deciso di isolarmi di mia spontanea volontà per due settimane, che è il periodi di incubazione indicato dai dottori. Porto la mascherina e c’è mia moglie che mi rifornisce di cibo in orari concordati. Faccio questo proprio per il bene di chi mi sta intorno. Per questi giorni io alloggio al primo piano di casa nostra e lei ed i nostri figli al secondo”. Il nostro connazionale vive a Guangzhou, città situata a nord-ovest di Hong Kong. Quell’area è molto lontana da Wuhan, che è invece situata nella Cina centrale e che rappresenta la zona del focolaio iniziale del Coronavirus. “Ho percorso tutta la tratta costiera da Pechino, attraversando nell’ordine Tianjin, Shanghai, Shanzhen e Guangzhou. Per rientrare ho evitato il flusso turistico verso queste città, oltre a quello degli emigranti che tornavano a Wuhan. Tutto questo dal 16 al 20 gennaio scorsi”. Della cosa Andreozzi ha anche informato il Ministero della Salute nostrano. “Ma la cosa riguarda principalmente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il protocollo che andrebbe rispettato in tutti gli aeroporti europei ma che è stato trascurato”.

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