Vitalizi | i senatori si riprendono 22 mln con gli arretrati

I vitalizi ritornano e con grande prepotenza. ‘Il Fatto Quotidiano’ parla di come “la Casta ha vinto di nuovo”. La situazione.

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I vitalizi ritornano ed il Senato se li riprende con gli interessi FOTO viagginews

La battaglia per abolire, o quanto meno ridurre i vitalizi dei politici, aveva riscosso il plauso unanime di tutto il Paese solamente un anno fa. Ma a distanza di così pochi mesi ‘Il Fatto Quotidiano’ fa sapere che “la Casta ha vinto di nuovo”.

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Infatti gli ex deputati Giuseppe Gargani e Massimo Teodori, assistiti dall’avvocato Maurizio Paniz, sono risultati vincitori agli occhi della Commissione del Senato. Per il quotidiano diretto da Marco Travaglio, l’appuntamento alla camera di consiglio fissata per il prossimo 20 febbraio sarà solamente una formalità. Sarebbe già stata presa la decisione di ristabilire agli ex parlamentari gli assegni tagliati, con anche il corrispettivo di quelli che sono gli arretrati non corrisposti nel corso del 2019 e senza nessuna decurtazione di ricalcolo, che risale proprio al 1° gennaio 2019. L’organo di giustizia interna di Palazzo Madama, presieduto da Giacomo Caliendo di Forza Italia e nominato dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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Vitalizi, Il Fatto Quotidiano: “Il Senato se li riprende”

‘Il Fatto Quotidiano’ fa una rapida disamina di quelli che sono i membri di tale inchiesta, tutti vincolati da forte amicizia reciproca, a quanto pare. C’è ad esempio Cesare Martellino, vecchio amico del noto politico Nitto Palma. Ed i casi simili sarebbero molti altri. La vice presidente del Senato, Paola Taverna, del Movimento 5 Stelle, aveva fatto riferimento ad un conflitto di interessi. E quella del taglio dei vitalizi ai parlamentari era diventata una sua personale battaglia. Ora però tutto rischia di risultare inutile. E la cifra in ballo è di 22 milioni all’anno, da far rientrare nelle tasche di molti ex senatori. Il giornale anticipa tutto quanto.

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Il provvedimento sarebbe anticostituzionale

“La delibera del 2018 con cui il Senato si è adeguato ai tagli imposti mesi prima dalla Camera sarà cancellata perché si sostanzia in una totale rimozione di provvedimenti di liquidazione a suo tempo legittimamente adottati in riconoscimento e attuazione del diritto assicurato dalle norme allora vigenti e impone, anche dopo più decenni, una nuova liquidazione sulla base di una diversa disciplina che introduce criteri totalmente diversi, con assoluta negazione del legittimo affidamento”. Il provvedimento di taglio dei vitalizi risulterebbe incostituzionale. “Perché, per la commissione Caliendo, il vitalizio sarebbe equiparabile alla pensione. Il vitalizio ha una connotazione previdenziale, quanto meno prevalente che lo rende soggetto alle regole e ai principi affermati dalla Corte Costituzionale…che ammette che tali trattamenti possano essere modificati solo a certe condizioni e ponendo limiti a mutamenti peggiorativi”.