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Kobe Bryant, il “Girl Dad” che tutte vorrebbero avere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:31
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La storia di Kobe Bryant, leggenda dell’NBA, sta facendo piangere gli amanti del basket e non. Il famoso giocatore, morto domenica scorsa, era fiero di essere il padre di quattro ragazze.

Kobe Bryant
Con Kobe Bryant era assente la moglie Vanessa che non era solita viaggiare in elicottero FOTO viagginews

Kobe Bryant, la leggenda dell’NBA scomparso a soli 41 anni, era un padre di quattro ragazze. La tragica morte del giocatore di basket e della sua seconda figlia Gianna in un incidente in elicottero la scorsa domenica, sta facendo piangere tutto il mondo dei suoi colleghi atleti, amici e fan che sono in lutto per lui e la sua famiglia. La giornalista sportiva di SportsCenter, Elle Duncan, ha ricordato con dolore la leggenda dello sport.

Il racconto di Elle Duncan su Kobe Bryant

La giornalista ricorda di aver incontrato l’ultima volta Kobe Bryan quando la sua figlia più giovane, Bianka, aveva solo un anno. I due erano a un evento ESPN a New York e, quando la Duncan ha riconosciuto l’atleta, gli ha immediatamente chiesto di farsi una foto da poter condividere sui social. La giornalista, però, era all’ottavo mese di gravidanza e ricorda come Kobe era più interessato a parlare del suo pancione. Voleva sapere come si sentiva, quando scadeva il suo termine e se stava aspettando un bambino o una bambina. Quando gli aveva detto di aspettare una femmina, Bryant le aveva dato il cinque: “Le ragazze sono il massimo”. Il giocatore al tempo già aveva tre figlie che per lui erano il suo dono più grande. Elle aveva chiesto se Kobe e sua moglie, Vanessa, desiderassero altri figli.

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Vanessa desiderava un maschio, ma l’atleta sperava nella quarta femmina. Per Elle Duncan quattro femmine erano tantissime, ma Kobe si definiva un “girl dad”. Anche le ragazze, seguendo le orme del padre, sono molto portate negli sport. La più grande, Natalia, è una giovane promessa della pallavolo. Gigi, lei era un mostro della pallacanestro. Kobe la definiva più brava di lui alla sua età. Bryant, Gigi e altri sette passeggeri erano infatti destinati a una competizione di basket, ma non ci sono mai arrivati. La giornalista riflette che, almeno, Kobe è morto facendo quello che amava di più: fare il padre, il padre di sole ragazze.

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