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Lino Capolicchio, chi è: età, carriera, vita privata dell’attore e regista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:27
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Lino Capolicchio è un importante attore, sceneggiatore e regista italiano. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui.

Lino Capolicchio è un attore, sceneggiatore e regista noto in tutto il mondo per essere stato il protagonista (insieme a Dominique Sanda) della pellicola Premio Oscar Il Giardino dei Finzi Contini, regia di Vittorio De Sica. Ma nel corso della sua carriera (teatrale e cinematografica) ha partecipato a molti altri capolavori, diretto dai più grandi registi italiani: oltre al già citato De Sica, Elio Petri, Giorgio Strehler, Luca Ronconi, Giuseppe Patroni Griffi, Dino Risi, Giuseppe De Santis, Paolo e Vittorio Taviani, Carlo Lizzani, Pupi Avati. Conosciamolo più da vicino.

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L’identikit di Lino Capolicchio

Lino Capolicchio è nato a Merano il 21 agosto 1943. Si è diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico a Roma e ha iniziato la sua formazione professionale giovanissimo, debuttando con Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano ne Le baruffe chiozzotte (1964) di Carlo Goldoni, ottenendo subito consensi di critica e di pubblico. Dopo altri successi sul palcoscenico, Capolicchio è stato chiamato dalla Rai a interpretare il ruolo di Andrea Cavalcanti nello sceneggiato Il conte di Montecristo (1966) di Edmo Fenoglio, e l’anno successivo ha preso parte al cast internazionale de La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli (da Shakespeare).

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Per Lino Capolicchio il primo ruolo da protagonista è arrivato nel 1968 con Escalation di Roberto Faenza. L’anno successivo è entrato nel cast di Vergogna schifosi (1969) di Mauro Severino e Metti, una sera a cena, sceneggiato da Dario Argento, e ha avuto la parte principale ne Il giovane normale di Dino Risi. L’anno più memorabile per l’attore è però sicuramente il 1970, quando Vittorio De Sica lo sceglie per il ruolo di Giorgio, protagonista de Il giardino dei Finzi Contini, tratto dal romanzo di Giorgio Bassani, che vince nel 1971 l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e nel 1972 il premio Oscar al miglior film straniero, assicurandogli anche il David di Donatello per la migliore interpretazione maschile.

A seguire Lino Capolicchio è stato impegnato in altri importanti film, come Amore e ginnastica e Mussolini ultimo atto (1974) di Carlo Lizzani. Nel 1975 è tornato in TV con lo sceneggiato La paga del sabato (1975) di Sandro Bolchi e successivamente è apparso in un pulp poliziesco, La legge violenta della squadra anticrimine (1976) di Stelvio Massi, figurando inoltre come protagonista in Solamente nero (1978) di Antonio Bido. Nel 1976 Pupi Avati lo ha scelto per La casa dalle finestre che ridono (1976), e poi per le miniserie TV Jazz Band (1978) e Cinema!!! (1980). E ancora, compre con Avati: Ultimo minuto (1987), Le strelle nel fosso (1979), Noi tre (1984).

Passando ad anni più recenti, nel 2006 Capolicchio ha partecipato, come attore protagonista con il regista belga Mohammed Hambra, al film Aller-retour (uscito in Francia e in Belgio, ma non in Italia). E nel 2010 Pupi Avati lo ha voluto ancora nel cast di Una sconfinata giovinezza, film che affronta la tematica dell’Alzheimer. Nel 2010, dopo aver partecipato al film documentario Pupi Avati, ieri oggi domani di Claudio Costa, Capolicchio ha lavorato saltuariamente per il cinema e la TV, ma si è dedicato soprattutto al teatro e alla sceneggiatura e all’insegnamento.

Tra i tanti talenti scoperti e coltivati da Lno Capolicchio (che dal 1984 al 1987 ha insegnato recitazione presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma) ricordiamo Francesca Neri, Sabrina Ferilli, Iaia Forte. Ma anche Paolo Virzì, Pierfrancesco Favino e Alessio Boni. Persino Francis Ford Coppola, durante una visita a Roma, chiese di poter assistere a una sua lezione.

EDS