Cristina Plevani chiarisce il suo punto di vista su Salvo e la frase sessista – VIDEO

Dopo aver partecipato all’ultima puntata di ‘Live non è la D’Urso’, Cristina Plevani ha chiarito il suo punto di vista su Salvo e sulla frase sessista.

Cristina Plevani è stata al centro di qualche critica per la posizione espressa durante la sua partecipazione a ‘Live non è la D’Urso‘. In quella occasione, infatti, ha avuto una discussione con gli altri ospiti e non è riuscita a fare emergere appieno il suo punto di vista. Così ha deciso di chiarirlo con un post Instagram dedicato in cui inizialmente si leggono proprio delle scuse per aver alzato il tono di voce: “Ho espresso il mio pensiero ma non come volevo. Anche il tono l’ho alzato, e non volevo. La mia riflessione riguardo alla vicenda Salvo è più ampia”.

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L’ex gieffina poi ribadisce la sua posizione: “L’ho difeso e lo difendo dell’etichetta di mostro o orco, come è stato definito in un articolo. Quando è stato scelto lui tra tanti Mi sono chiesta il perché, poi vedendo e ascoltando ho pensato ‘ecco perché’. A suo modo di vedere, dunque, Salvo è stato scelto proprio per il suo modo di esprimersi non politicamente corretto. Ciò in ogni caso non lo giustifica: “A me spiace che dopo 20 anni il suo ironizzare sia sempre e solo a sfondo sessuale come Se noi fossimo dei pezzi di carne. Che palle. Che noia. Non è un orco, non è un violento, ha sbagliato, detto e diretto. La scusante che tutti (quasi tutti) nel privato parlino cosi non la accetto”.

Ecco il post completo di Cristina Plevani

 

 

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Ho espresso il mio pensiero ma non come volevo. Anche il tono l’ho alzato, e non volevo. La mia riflessione riguardo alla vicenda Salvo è più ampia. L’ho difeso e lo difendo dell’etichetta di mostro o orco, come è stato definito in un articolo. Quando è stato scelto lui tra tanti Mi sono chiesta il perché, poi vedendo e ascoltando ho pensato “ecco perché”. Salvo parla così. Lo faceva 20 anni fa e lo fa tutt’ora. Lo so io e chi lo conosce da allora. Hanno scelto lui (e gli altri) come rappresentanza delle vecchie edizioni? Spero di no. Io non mi sento rappresentata. Il bello di vedere parte della storia del grande fratello varcare ancora quella porta era bello per vedere la differenza, conoscere gli uomini di oggi. Invece la differenza non c’è stata. Ammetto anche che non hanno avuto modo di dimostrare nulla perché la percezione è che abbiano dato loro poche possibilità di mostrarsi. Il trattamento loro riservato mi ha fatto storcere parecchio il naso, come se fossero concorrenti di serie B. A me spiace che dopo 20 anni il suo ironizzare sia sempre e solo a sfondo sessuale come Se noi fossimo dei pezzi di carne. Che palle. Che noia. Non è un orco, non è un violento, ha sbagliato, detto e diretto. La scusante che tutti (quasi tutti) nel privato parlino cosi non la accetto solo perché a casa propria o nel proprio privato ognuno fa quello che vuole, ma qui siamo in televisione e abbiamo una responsabilità. Ma questa responsabilità non fa audience e ascolti. Ammetto. Scritto questo, credo si possa dire passo e chiudo. Alla fine ognuno ha avuto quello che voleva: gli ascolti del programma, argomenti da trattare in altri programmi e Salvo il perdono da parte del pubblico. Per assurdo ne sono usciti peggio gli altri tre, perché hanno riso. Assurdo. Ma siete voi il pubblico. P.s. perché sono uscita ieri sera durante i video finali di commemorazione? Perché non me li aspettavo, perché commuovermi lo trovavo fuori luogo, fuori tempo e irrispettoso nei confronti di chi ha più diritto di me di piangerlo. #cristinaplevani #noneladurso #grandefratello #grandefratellovip

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