Partite Iva, commercianti e lavoratori autonomi si uniscono per protestare

Iniziativa di un singolo commerciante di Bari, la pagina Facebook “Partite iva insieme per cambiare” ha raggiunto un numero incredibile di adesioni.

L’attuale governo aveva promesso di cambiare la situazione fiscale dei lavoratori, fossero essi commercianti o autonomi, con partita iva. Se da un lato la nuova legge di Bilancio ha permesso di evitare l’aumento dell’Iva, dall’altro non ha cambiato la situazione contributiva di chi possiede la partita iva. Durante l’anno, infatti, i possessori dovranno versare alle casse dello stato una percentuale che supera il 50% dei guadagni. Una pressione che è legata sia alle tasse che ai contributi previdenziali, a cui vanno aggiunti gli anticipi per l’anno successivo e le imposte Irpef regionali e comunali.

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Se si escludono dunque i soggetti che possono beneficiare del regime dei minimi, i possessori di partite iva sono costretti a versare nelle casse dello stato circa il 64% dei loro guadagni. Una situazione opprimente che rischia di rendere impossibile per commercianti e lavoratori autonomi arrivare a fine mese. Per questo motivo un commerciante di Monopoli ha deciso di aprire una pagina Facebook dal nome ‘Partite iva insieme per cambiare‘, in cui propone a chi si trova nella sua situazione di costituire un fronte comune di protesta.

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Partite iva unite per protestare contro la pressione fiscale

Il commerciante evidenzia come la situazione sia diventata difficilmente gestibile, sopratutto per i commercianti che devono, con i guadagni, mantenere aperta un’attività che presenta costi di gestione onerosi. Così ha invitato tutti i commercianti ad iniziare una serie di azioni di protesta (come spegnere simbolicamente le insegne dei negozi) per fare sentire la propria voce. La pagina Facebook del commerciante ha presto guadagnato consensi sia in Puglia che in altre parti d’Italia, arrivando in poco tempo a 130 mila utenti iscritti. L’intento è quello di non rassegnarsi alla situazione attuale ed ottenere quanto prima una tutela maggiore da parte dello Stato.

Fabio Scapellato

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