Alessandro Polizzi | dura protesta | “Il killer libero e impunito”

Parenti ed amici di Alessandro Polizzi non possono credere all’intoppo burocratico che al momento rende il suo assassino un uomo libero.

Alessandro Polizzi
Il controverso caso di Alessandro Polizzi con il suo killer libero FOTO viagginews

Una manifestazione per chiedere giustizia per Alessandro Polizzi. È quanto accaduto ieri, con tanto di gigantografia mostrata davanti alla sede del Ministero della Giustizia, con familiari ed amici decisi ad ottenere delle risposte.

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L’uccisione di Alessandro avvenne a Perugia nel 2013 e gli autori gridano allo scandalo, dal momento che il suo assassino – Riccardo Menenti – ha ricevuto una condanna all’ergastolo in Appello ma si ritrova ad essere comunque un uomo libero dopo appena 6 anni di pena. Menenti, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, assassinò Polizzi per vendicare il figlio Simone. Quest’ultimo venne pestato per tre volte, con motivazioni di natura passionale. C’era una certa Julia Tosti ad essere contesa, con la ragazza che divenne la fidanzata di Alessandro Polizzi dopo essere stata legata sentimentalmente a Simone.

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Alessandro Polizzi, un pasticcio burocratico rende Menenti libero

Il 60enne Menenti è comunque in attesa di un secondo giudizio che dovrà esprimersi sulla presenza o meno dell’aggravante di crudeltà. Lo scorso 10 gennaio è stato scarcerato dal carcere di Terni, dove era detenuto, per decorrenza dei termini. La Cassazione avrebbe dovuto fissare la data per l’udienza. In tal modo Menenti sarebbe rimasto in cella. Ma pare che i fascicoli processuali non sono stati trasmessi dalla Corte d’Appello di Firenze ai giudici della Cassazione. Così non è stato possibile fissare una data né agire in alcun modo. Per l’accusa, Menenti fu sia la mente che l’esecutore materiale del delitto. Tra il 25 ed il 26 marzo 2013 questi fece irruzione nell’appartamento in cui Polizzi conviveva con la Tosti.

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Come andarono le cose

Dotato di passamontagna e con un passato da pugile, l’uomo era armato di pistola – con la quale sparò un colpo – e di uno svitabulloni. Ora per la famiglia Polizzi ci sarebbe anche il pericolo di fuga da parte di Menenti. Circostanza che però il suo avvocato difensore smentisce a ‘Il Corriere della Sera’. “L’ho sentito più volte e si trova in Italia, anche se per ovvi motivi non posso dire dove”. Del caso si sta occupando anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha annunciato l’invio di alcuni ispettori per capire cosa sia avvenuto ai fascicoli.