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Mamma di Bibbiano, “ho chiesto scusa alla vera mamma della bimba”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:47
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Il racconto shock di una mamma di Bibbiano, affidataria di una bimba di 10 anni in realtà in possesso di una famiglia “biologica” competente.

“I genitori naturali della piccola? Li ho conosciuti per la prima volta la scorsa primavera. Ho capito che non erano certo le persone inadeguate descritte dagli psicoterapeuti della Val d’Enza: la mamma è una donna molto dolce così come lo è il padre, pur nelle sue difficoltà. I nonni sono generosi e accoglienti. A un certo momento mio marito e io ci siamo vergognati dell’idea che ci eravamo fatti di questa famiglia e abbiamo deciso di chiedere scusa”. E’ il racconto shock di una mamma di Bibbiano, a cui era stata affidata una bimba di 10 anni in realtà in possesso di una famiglia “biologica” perfettamente competente. La donna che racconta l’accaduto ha 47 anni e vive nel modenese, dove da anni accoglie bimbi in affido. A giugno del 2018 le venne segnalata “una piccola di 10 anni la cui situazione familiare, mi riferirono, era molto grave, tanto da essere stata messa in una struttura. Poi la portarono a casa mia nel suo ultimo giorno in quarta elementare”. Ma la realtà dei fatti è molto diversa.

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Racconto shock di una mamma di Bibbiano, bimba di 10 anni strappata via dalla nonna

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Sulle carte giudiziarie c’era scritto che i genitori della bimba, concepita quando avevano solo 17 e 14 anni, si lasciarono dopo tre anni dalla nascita di lei. Essendo stati giudicati entrambi inaffidabili, la piccola venne affidata alla nonna paterna. Un giorno, però, di punto in bianco la donna ricevette una brusca telefonata: “Non venga più a prendere sua nipote a scuola, non ce n’è bisogno: la bambina è stata trasferita in un altro istituto e ora penseremo noi a tutto. Non vivrà più con lei”. La nonna, sconvolta, denunciò immediatamente l’accaduto ai carabinieri. Racconta l’accaduto Natascia Cersosimo, consigliera del Movimento 5 Stelle a Cavriago. Cersosimo dice di conoscere bene la nonna della bambina, e già un anno fa aveva aiutato la donna a chiedere spiegazioni per quei numeri decisamente preoccupanti: “Troppe denunce per violenze familiari. E soprattutto troppi affidi: oltre 1.000 nel 2016 in Val d’Enza, che conta 50 mila abitanti. Gli stessi di Bologna che ha 400 mila residenti. Mi risposero che era perché il servizio funzionava”.

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Il lieto fine della tremenda storia di Bibbiano

Alla base dell’accaduto c’è un disegno fatto dalla bambina, in cui si vede lei accanto al nuovo compagno della mamma. Secondo le accuse contenute nell’indagine dei Carabinieri, la psicoterapeuta incaricata del caso aveva modificato il disegno: le braccia della bimba vennero “allungate”, andando innaturalmente a toccare in modo ambiguo l’adulto. La modifica doveva dimostrare abusi da parte di lui, in realtà inesistenti. All’interno dell’avviso di fine indagine, scritto martedì scorso, si legge anche che gli operatori incaricati del caso avevano cercato di convincere la bimba del fatto che la nonna fosse a conoscenza dei presunti abusi. Il lieto fine nella storia è giunto con il via dell’inchiesta: coordinandosi con la Procura, il Tribunale dei Minori di Bologna ha ricontrollato tutti gli atti del fascicolo, compreso il disegno falsificato, e dopo il decreto firmato dai giudici la piccola è potuta tornare a casa. La “mamma” temporanea racconta che “i suoi genitori e i nonni durante le feste siedono alla nostra tavola. È come se fossimo diventati un’unica grande famiglia”.

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