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Sara morta a 25 anni in un incidente, il fidanzato: “Non volevo lasciarla andare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:13
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Un giorno dopo il tragico incidente che ha portato alla morte di Sara, il fidanzato racconta gli difficili istanti dopo l’impatto tra i due veicoli.

Sara Michieli, ragazza di 25 anni residente a Mestre, è morta domenica sera in un violento frontale in via Caltana, strada nota per gli incidenti stradali a Santa Maria di Sala. La giovane stava seguendo l’auto del fidanzato e, per non perderlo di vista, ha effettuato un sorpasso. In quel momento, però, stava passando da quel punto un’auto che procedeva in direzione opposta. L’impatto tra i due mezzi è stato violentissimo e le auto sono finite nel fossato adiacente alla strada.

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Il fidanzato di Sara si è accorto immediatamente di quello che era successo ed è stato proprio lui a prestarle un primo soccorso. I suoi tentativi, come quelli successivi degli operatori del 118, però, si sono rivelati vani. A distanza di 24 ore dal tremendo incidente, il ragazzo ha raccontato cos’è successo negli istanti immediatamente successivi al sinistro.

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Sara muore a 25 anni, il fidanzato: “Era raggomitolata sotto lo sterzo”

In alcune dichiarazioni riportate sul sito d’informazione ‘Leggo‘, Nicola Scarpa, fidanzato di Sara spiega: “Ho fatto inversione di marcia e mi sono precipitato. Non la vedevo al posto di guida. Speravo fosse uscita da sola. Per un momento ho sperato. Poi ho aperto lo sportello e l’ho vista raggomitolata sotto il volante, le labbra blu. Ma perché non aveva allacciato le cinture? Lo faceva sempre, sempre”. Nonostante il panico, Nicola ha agito con lucidità ed ha cercato di salvare la vita alla fidanzata.

Il giovane, infatti, ha cominciato a praticarle un massaggio cardiaco: “Sono stato nei vigili del fuoco e so come si fa. Mi hanno aiutato, dandomi il cambio, anche dei ragazzi residenti lì vicino. Poi è arrivato il 118. Quando la dottoressa le ha tastato l’addome ho capito che Sara non c’era più. Mi sono sdraiato accanto a lei, le ho preso la mano, era già fredda, non volevo lasciarla andare”.

Fabio Scapellato