Giovane mamma uccide la figlia di 3 anni per andare ad un festival con gli amici

Una mamma di 21 anni ha lasciato la figlia di 3 sola a casa e senza cibo per andare con gli amici ad un festival di una settimana.

Maria Plenkina, 21enne russa, si trova a dover affrontare un processo per omicidio volontario, dopo aver ammesso di aver lasciato volontariamente la figlia senza cibo e acqua nel suo appartamento per una settimana. Secondo quanto emerso dalla cronaca locale, la giovane mamma aveva programmato per la settimana di San Valentino (dal 13 al 20 febbraio), una vacanza di una settimana con gli amici. I ragazzi si sono diretti ad un festival ed hanno trascorso giorni di spensieratezza, ma nessuno di loro aveva idea che Maria, pur di andare con loro, aveva condannato la figlia di 3 anni ad una morte orribile.

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Incurante delle ripercussioni, infatti, la giovane donna aveva lasciato la bimba da sola, senza dire a nessuno che sarebbe partita. Dopo aver disposto sul tavolo un piatto di pollo e patatine, Maria ha chiuso anche i rubinetti dell’acqua e fermato la porta dell’appartamento. La piccola in quei giorni ha cercato disperatamente del cibo, arrivando persino a mangiare del detersivo in polvere. Alla fine è deceduta per malnutrizione.

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A trovare il corpo senza vita della bambina è stata la nonna. La donna si era diretta nell’appartamento della figlia per fare gli auguri di compleanno alla nipotina. Quando ha bussato nessuno le ha risposto, così ha aperto la porta con la sua copia delle chiavi ed ha trovato la piccola stesa a terra, nuda e priva di vita. Immediatamente dopo la denuncia, la polizia ha arrestato Maria, che ha confessato di aver lasciato la figlia da sola nell’appartamento. Gli agenti che hanno raccolto la confessione hanno dichiarato che la giovane donna non ha mostrato segni di pentimento o di dolore.

Durante il processo lo psichiatra che si è occupato di fare la perizia su Maria ha dichiarato che la mamma era pienamente consapevole delle sue azioni. Per lei adesso si profila una condanna che va dagli 8 ai 20 anni di carcere per omicidio volontario. Volontarietà che l’imputata nega: in aula ha detto in lacrime che non avrebbe mai voluto che la figlia morisse.