Carabiniere suicida a Pescara: il secondo caso in pochi giorni

Un altro carabiniere suicida, stavolta a Pescara: è il secondo caso in pochi giorni tra i militari dell’Arma, si indaga sulle ragioni del gesto.

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Ancora un dramma nell’Arma dei Carabinieri: nelle scorse ore, un militare di 45 anni si è sparato nel bagno della sede del Noe, in via Venezia, nel centro di Pescara. Non si conoscono al momento le ragioni del suo gesto estremo.

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Il carabiniere a quanto pare questa mattina si è presentato regolarmente al lavoro. Erano circa le nove quando si è chiuso in bagno. Una volta dentro, si è sparato con la pistola d’ordinanza. Si tratta del secondo caso in pochi giorni.

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La morte del carabiniere suicida a Pescara: le ragioni del gesto

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Il suicidio del carabiniere è avvenuto nella sede del comando del Noe, nucleo operativo ecologico, che ha gli uffici in un palazzo in centro. Il militare dell’Arma, residente a Pescara, era divorziato e senza figli. Quando sono giunti i soccorsi, prontamente intervenuti, era già morto. In questo momento, sono in corso gli accertamenti per capire il movente del gesto. Pochi sembrano essere i dubbi che si tratti appunto di un gesto volontario.

Il corpo del militare è stato rimosso dall’ufficio del Noe. Del caso della morte del carabiniere in queste ore si occupano i suoi stessi colleghi, mentre sul posto è arrivato anche il magistrato di turno. Questi, subito dopo il sopralluogo, ha ancora autorizzato la rimozione della salma. Sul posto, anche il generale dell’Arma Maurizio Furla. Da quanto si apprende, il carabiniere non avrebbe lasciato biglietti di addio.