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Katia Ricciarelli, l’aborto e la confessione: “Dio mi ha punita così”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:35
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Katia Ricciarelli è tornata a parlare di uno degli aspetti più dolorosi della sia vita. L’aborto viene vissuto dalla cantante come una punizione divina per ciò che faceva nella sua vita.

katia ricciarelli

Non è stata tutta rose e fiori la vita di Katia Ricciarelli. Il famoso soprano, ex moglie di Pippo Baudo (sposato nel 1986), si è confessata qualche tempo fa ai microfoni di Francesca Fagnani per la trasmissione ‘Belve’.

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“A volte penso a cos’è che mi manca e mi rispondo: il figlio che non ho mai avuto. Ho abortito e se mi chiedo il perché, allora mi rispondo che sarà stata la volontà di Dio e che forse è giusto così. Ed a volte l’accanimento che rovina una coppia non ha motivo di esistere. Ma te ne rendi conto soltanto molto dopo”. La causa di quell’aborto pare fosse proprio Pippo Baudo. Katia Ricciarelli rimase incinta del conduttore siciliano prima del matrimonio.

Katia Ricciarelli e l’adrenalina del gioco d’azzardo

“Pensammo che fosse troppo presto per avere un bambino. Eravamo fidanzatini, e di nascosto. Quindi sono stata punita, è giusto che sia andata così. Non dò più colpe a me stessa o a Pippo, è un qualcosa che aveva deciso il destino”. E poi ci fu anche il demone del gioco, anche se Katia Ricciarelli nega di essere affetta da ludopatia. La Fagnani la incalza: “Lei ha tra i vari hobby quello del gioco, in particolare le slot machine. Che cosa la diverte? L’adrenalina?”. L’ex signora Baudo annuisce: “Si. Mi trovo davanti ad una macchinetta e li viene facile chiederle “E damme qualcosa, dai…!”.

La vincita e la perdita più alta alle slot machine

Alla domanda su quale sia stata la sua vincita più ingente, la 72enne di Rovigo rivela: “Fu quando risiedevo a Montecarlo. Lì c’è il casinò e feci una scala reale. Il croupier andò a cambiare la mia vincita ed alle macchinette intanto ne feci un’altra, di 150mila euro. Ma poi sono stata due mesi senza lavorare”. Ed ovviamente non mancano anche le perdite. “La volta peggiore fu quando bruciai meno di 5mila euro in un sol colpo. Per fortuna ho più vinto che perso. Ci tengo a precisare che non sono ludopatica. Questa parola sembra proprio suonare come una malattia incurabile. In realtà riesco benissimo a vivere senza giocare d’azzardo. Così come riesco a stare bene nonostante gli altri mi vedano, io vado per la mia strada”.

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