Marco Pantani: cosa sappiamo sulla morte del ‘Pirata’ del ciclismo

Chi era Marco Pantani: cosa sappiamo sulla morte del ‘Pirata’ del ciclismo, il mistero delle testimonianze, gli ultimi giorni, le urla nella stanza.

morte Marco Pantani
(Getty Images)

Sono passati quasi 16 anni dalla morte di Marco Pantani, il ciclista italiano trovato morto il giorno di San Valentino del 2004 in un albergo di Rimini. Appena qualche anno prima, il ‘Pirata’ – come lo chiamavano tutti – era il ciclista più forte al mondo, capace di distaccare tutti in montagna di molti minuti. Quel giorno, nella stanza dell’Hotel Le Rose di Rimini, era da solo. Intorno a lui, diverso stupefacente. Come era potuto accadere?

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Il mistero della morte di Marco Pantani

Dopo la sua morte, la sua mamma Tonina Belletti non ha mai smesso di lottare per conoscere ogni dettaglio su quanto accaduto al figlio. Sotto accusa finì Fabio Miradossa. E’ lui lo spacciatore che vendette l’ultima dose di droga risultata purtroppo fatale al campione delle due ruote. Conosciamolo più da vicino. La procura di Rimini di fatto ha chiuso il caso con l’archiviazione per overdose e i patteggiamenti degli spacciatori, lo stesso Miradossa e Ciro Veneruso, l’uomo che materialmente portò a Marco Pantani l’ultima dose. L’allora pusher del Pirata a distanza di anni sembra solo voler dimenticare, ma anche in passato ha lanciato un sospetto: “Non la vogliono la verità”.

In questi anni, in più occasioni si è parlato di scena manomessa, di dettagli e indizi che non vennero mai presi in considerazione. Le ipotesi maggiormente prese in considerazione sono state quelle dell’overdose, forse premeditata, quindi di un vero e proprio suicidio. Ma c’è chi parla di omicidio, ma perché? Mamma Tonina per prima sostiene questa tesi e rileva che molte cose non tornano: “Mio figlio è stato ucciso. Non voglio vendetta ma giustizia. Durante il suo funerale mi sono promessa che avrei dovuto fare di tutto per arrivare alla verità”.

Marco Pantani: gli ultimi giorni del Pirata

Durante l’estate, la città turistica di Rimini sulla costa adriatica vive. Durante l’inverno è un luogo cupo. Fu qui che Marco Pantani, un tempo l’atleta più acclamato in Italia, si era rifugiato cinque giorni prima di essere trovato morto in una stanza d’albergo disordinata. Aveva scelto un hotel piuttosto insignificante dove si era immediatamente barricato. Usciva poco in quei giorni e il suo atteggiamento era preoccupante. Secondo molti, Pantani stava lottando con una profonda depressione in quel momento ed era curato per la sua tossicodipendenza.

Per un certo periodo si era stabilito in una casa di cura, specializzata nella disintossicazione, a Cuba, suggeritagli pare da Diego Armando Maradona. In quell’albergo di Rimini, il Pirata si faceva portare le sue cene nella sua stanza. Le prime quattro sere ordinò la pizza, l’ultima sera, a quanto pare, una omelette. Secondo diversi racconti, chi gli portava da mangiare in stanza nemmeno lo aveva riconosciuto o forse non lo conosceva affatto. Sta di fatto che Marco Pantani in quei giorni sembrava l’ombra del campione che era stato in passato. Lo conosceva bene Oliver Laghi, il proprietario del ristorante che cucinava per il ciclista, e che era appassionato di ciclismo, uno degli ultimi a vedere Pantani in vita.

Le urla nella stanza di Pantani

Nel giorno di San Valentino, gli ospiti dell’hotel sono scesi alla reception e hanno chiesto chi fosse l’uomo calvo al quinto piano. “Si comporta in modo strano”, dicevano. Altri ospiti hanno testimoniato che stava urlando e che aveva sentito dei colpi dalla stanza. Quando la cameriera bussò alla porta, Pantani le urlò finché non scomparve. Il portiere salì e sentì come si muovevano i mobili. Diverse le chiamate arrivate nella stanza dove soggiornava il Pirata, tutte rimaste senza risposta. Intorno alle 22.30, il personale dell’hotel, visto il silenzio in stanza, decide di entrare e scopre il corpo senza vita di Marco Pantani.

Secondo il medico legale, era morto circa sei ore prima a causa di un sovradosaggio di cocaina. Pantani aveva 34 anni. Dieci anni prima, nel 1994, era stato la rivelazione del Giro d’Italia: 2 tappe vinte e secondo nella generale. Gli italiani avevano scoperto un nuovo amore. Pantani eccelleva nelle difficili tappe in montagna. E lo ha fatto con stile ed eleganza. Era diventato un eroe in quello sport, perché un grande scalatore capace di dare minuti di distanza di distacco a tutti. Poi la fase discendente, dopo i fatti tristemente noti di Madonna di Campiglio. Secondo la giustizia italiana, Marco Pantani è morto di overdose, ‘ucciso’ dalla depressione in cui era precipitato. Secondo sua mamma Tonina e molti suoi fan, le cose non stanno così. A gennaio 2020, il Pirata avrebbe dovuto compiere 50 anni, invece 16 anni fa circa, è morto nella solitudine di un albergo di Rimini.