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Razvan Lucescu, allenatore e figlio d’arte: chi è, carriera e curiosità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:59
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Chi è Razvan Lucescu, allenatore e figlio d’arte, suo padre è Mircea, ex mister di Brescia, Galatasaray e Inter: carriera e curiosità.

(FAYEZ NURELDINE/AFP via Getty Images)

Classe 1969, ex portiere con all’attivo 249 presenze nella serie A romena e un campionato vinto con il Rapid Bucarest, Razvan Lucescu è un figlio d’arte. Infatti, proprio come suo padre, Mircea Lucescu, il più ‘decorato’ allenatore della storia del calcio romeno, una volta lasciato il calcio giocato, ha intrapreso la carriera di allenatore, peraltro ottenendo davvero uno score eccellente a livello di prestazioni e trofei in bacheca. Peraltro, da calciatore, il figlio di Lucescu è passato anche per il nostro Paese: a inizio carriera ha difeso in tre occasioni la porta del Crema 1908, compagine semiprofessionistica lombarda.

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La carriera da allenatore di Razvan Lucescu

(ATTILA KISBENEDEK/AFP via Getty Images)

Gli esordi da allenatore sono subito promettenti: un campionato di serie B vinto con il Brasov agli arbori, quindi i quarti di finale di Coppa Uefa con il Rapid Bucarest, formazione alla guida della quale vince anche la Coppa di Romania. Per due anni è allenatore della nazionale romena, poi nel giugno 2011 viene sostituito da Vitor Piturca. Torna al Rapid Bucarest, ma è ‘vittima’ dei guai economici della società di calcio. Lascia l’Europa per l’Asia e in particolare il Qatar. Qui alla guida del Al Jaish ottiene risultati sorprendenti, come il secondo posto in campionato e buone prestazioni in Champions League asiatica. Ottiene anche la prima e storica vittoria del Club nella Qatar Stars Cup.

Nel marzo del 2014 ritorna in Romania alla guida del Petrolul Ploiești dove gioca un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano: Adrian Mutu con cui aveva già lavorato in Nazionale. Nel 2014, firma per lo Skoda Xanthi, squadra della Super League Greca. Raggiunge anche qui traguardi insperati come la prima finale del club nella storia nella Coppa di Grecia. L’anno dopo è sesto in campionato e lo vuole in panchina il PAOK. Sono le due migliori stagioni della sua carriera: vince due coppe nazionali e il campionato 2018-2019, realizzando il double. Si tratta di una stagione da record, coronata anche dall’imbattibilità nelle 30 partite giocate. Lascia il club e si accasa coi sauditi dell’Al-Hilal, che porta alla vittoria in AFC Champions League e alla partecipazione al Mondiale per Club. Anche qui ottiene risultati sorprendenti.