Caso Cucchi, nuovo colpo di scena durante l’udienza, ennesima svolta?

Nel corso della seconda udienza del processo sui depistaggi nelle indagini sul caso Cucchi due degli imputati si sono costituiti parte civile.

Il 14 novembre scorso è arrivata la sentenza definitiva sul processo Cucchi con la condanna dei due Carabinieri. Un giorno importante per la famiglia di Stefano che è stato rovinato dai commenti di chi ha criticato la sentenza giudicandola ingiusta. Ilaria e i genitori hanno proseguito la loro lotta senza farsi scalfire da quelle parole, ad eccezione della dichiarazione di Matteo Salvini, per la quale Ilaria ha deciso di presentare querela.

Qualche settimana dopo sarebbe dovuto cominciare il processo sui depistaggi che hanno portato a falsificare quanto successo a Stefano Cucchi prima del decesso. Il processo, però, è stato rinviato poiché il giudice incaricato si è visto costretto a rinunciare all’incarico. Accogliendo la richiesta dei legali della famiglia Cucchi, infatti, il magistrato si è congedato in quanto ex carabiniere in pensione.

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Caso Cucchi, nuovo colpo di scena al processo sui depistaggi

Oggi si tiene la prima udienza del processo sui depistaggi del caso Cucchi presieduta dal nuovo magistrato Giulia Cavallone. Imputati per il reato di falso ideologico ci sono 8 militari. Questi sono accusati di aver nascosto la verità su quanto successo alla vittima e di aver creato dei documenti ufficiali per depistare le indagini e fare emergere una verità processuale differente. Prima che il processo potesse cominciare, due degli otto imputati hanno dato mandato ai propri legali per fare richiesta di costituzione come parte civile  contro gli altri imputati.

Si tratta ci Colombo Labriola e Francesco Di Sano, i quali hanno dichiarato di essere disposti a testimoniare contro Francesco Cavallo e Luciano Soligo, loro superiori in grado. Questi infatti gli avrebbero ordinato di modificare gli atti. I loro legali in aula hanno dichiarato: “L’ordine fu dato da chi, insistendo sulla modifica, sapeva qualcosa di più costringendo gli altri ad eseguirla. Loro hanno subito un danno di immagine, come è successo per gli agenti della polizia penitenziaria”. Il pm ha però rigettato la richiesta definendola inammissibile.

Ilaria Cucchi