Home News Maltempo, tempesta in Sicilia. I vigili del fuoco: “E’ stato un inferno”

Maltempo, tempesta in Sicilia. I vigili del fuoco: “E’ stato un inferno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:03
CONDIVIDI

L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla nostra penisola ha colpito in modo violento la Sicilia, vigili del fuoco costretti a centinaia d’interventi.

La notte tra venerdì 13 e sabato 14 dicembre in Sicilia è stata caratterizzata da una vera e propria tempesta. La città maggiormente colpita è stata Palermo dove il forte vento, accompagnato da un’insistente pioggia, ha sradicato alberi divelto mattonelle dai tetti e distrutto cartelloni pubblicitari. Uno scenario quasi apocalittico che ha costretto i vigili del fuoco della zona a centinaia d’interventi nel corso della notte. La situazione è stata così difficile che i soccorritori l’hanno definita “Un inferno”.

Nel capoluogo siculo la situazione non migliorerà sino a domani. La Protezione Civile ha già diramato un’allerta meteo per rischio idrogeologico e sono diversi i luoghi che rimarranno chiusi. Oltre le scuole, infatti, non vi sarà accesso ai giardini e alle ville comunali. Il vento forte e incessante che si è abbattuto sulla città espone al rischio di caduta di alberi, lampioni e mattonelle.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Maltempo: mare forza 7, isolate le Isole Eolie

Preoccupante la situazione anche sul versante orientale dell’Isola. La forza dei venti ha infatti generato violente onde che hanno reso impossibile la navigazione verso le Isole Eolie (a Largo della costa di Messina). Gli abitanti dell’arcipelago si trovano dunque isolati da quasi 24 ore, dunque per loro non c’è la possibilità dell’arrivo di scorte e rifornimenti di alcun tipo. La maggiore paura l’hanno provata i residenti di Ginostra dove la forza del mare ha letteralmente distrutto i pontili. Una situazione pericolosa perché in caso di eruzione dello Stromboli, rimarrebbero tutti bloccati sull’isola (quest’estate un’eruzione ha già ucciso una persona): “Lo scorso luglio quando c’è stata l’eruzione gran parte delle persone ha lasciato l’isola con gli aliscafi e oggi sarebbe improponibile”, spiega uno dei residenti.