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Chi è Paolo Rossi: età, vita privata, carriera del Campione del Mondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:49
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Paolo RossiChi è Paolo Rossi: età, vita privata, carriera del Campione del Mondo che nel 1982 con i suoi gol ci permise di alzare la coppa.

Paolo Rossi, oggi commentatore televisivo apprezzato prima su Sky e poi in Rai, è stato un grande attaccante del nostro calcio famoso soprattutto per i suoi gol bellissimi e decisivi messi a segno durante il Mondiale del 1982. Rossi nasce il 23 settembre 1956. Inizia la sua carriera giovanile nel Santa Lucia. Esplode nel triennio 1976-1979 quando gioca nel Lanerossi Vicenza. Qui segna 60 gol in 94 partite, poi al Perugia in u nanno segna 13 gol in 28 partite e così si guadagna il ritorno alla Juventus dove era già stato senza giocare nei primissimi anni della sua carriera. Alla Juve dal 1981 al 1985 segna 24 in 83 partite. In Nazionale segna 20 gol in 48 partite, ma i più importanti rimangono i 6 segnati al mondiale.

Paolo Rossi, la squalifica per il totonero e il ritorno

Lo scandalo italiano del calcioscommesse del 1980, noto anche come Totonero, colpì il calcio italiano nella stagione agonistica 1979-1980 e vide coinvolti giocatori, dirigenti e società di Serie A e B, accusati di truccare le partite di campionato attraverso scommesse clandestine che per la FIGC configuravano un illecito sportivo. In particolare, Paolo Rossi venne accusato d’aver concordato il pareggio dell’incontro Avellino-Perugia (quest’ultima essendo la sua squadra di allora), giocato il 30 dicembre 1979 e finito 2-2. A causa della squalifica di due anni Paolo Rossi non disputò il Campionato europeo di calcio 1980. Tornò a giocare il 29 aprile 1982, disputando solo le ultime tre partite di campionato con la Juventus. Nonostante lo scarso numero di gare giocate, però, il CT Enzo Bearzot lo inserì nella lista dei convocati per il Mondiale spagnolo. Rossi ricordò così i fatti di allora: “Non sapevo nulla delle scommesse: pensavo al classico pareggio accettato da due squadre che non vogliono farsi male. Seguii il processo come qualcosa di irreale, come se ci fosse un altro al posto mio. Capii che era tutto vero quando tornai a casa e vidi le facce dei miei”.