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Torino: madre uccide a martellate la figlia disabile sotto gli occhi del marito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:52
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Omicidio raccapricciante ad Orbassano, in provincia di Torino: questa mattina una madre di 85 anni ha ucciso la figlia disabile a martellate.

Feto abbandonato Firenze

Una notizia scioccante è arrivata questa mattina da Orbassano, località in provincia di Torino. Una donna di 85 anni ha preso a martellate la figlia disabile di 44 anni, uccidendola. A dare l’allarme è stato il marito della donna, 87enne. L’uomo ha chiamato i carabinieri verso le otto del mattino, sotto shock, chiedendo aiuto: “Venite, mia moglie ha ucciso mia figlia ed è in gravi condizioni”. Secondo quanto emerge dalle prime ipotesi pare che la donna avesse assunto dei farmaci prima di compiere l’omicidio, forse intenzionata a togliersi la vita. Si trova adesso ricoverata in gravi condizioni di avvelenamento all’ospedale di Orbassano.

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Torino: madre di 85 anni uccide la figlia disabile a martellate in testa

(Websource / archivio)

La tragedia è avvenuta nelle prime ore di questa mattina a Orbassano, alle porte di Torino, più precisamente in un’abitazione in Via Gramsci. La vittima, una donna disabile di 44 anni di nome Silvia Ronco, è stata colpita alla testa da numerose martellate, che l’hanno uccisa. Sul luogo del delitto si trova adesso la Sezione Investigazioni Scientifiche del nucleo investigativo dei Carabinieri di Torino, accompagnata dalla pm Provazza.

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Le prime ipotesi dei carabinieri, da questa mattina sul luogo del delitto

Gli investigatori hanno trovato il martello usato per l’omicidio di Silvia sul comodino della camera da letto. Dal momento che madre e figlia dormivano lì insieme, prende corpo l’ipotesi che l’omicidio sia stato compiuto durante la notte. L’uomo della famiglia dormiva invece in un’altra stanza, e per questo motivo si sarebbe accorto dell’accaduto solo al risveglio. Silvia Ronco, affetta da una grave disabilità fin dalla nascita, si trovava ospite di una comunità dallo scorso luglio. Tornava a casa solo nel weekend. I volontari del centro che si prendevano cura di lei raccontano che Silvia “era una donna problematica, e la sua situazione era peggiorata con gli anni”.