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Napoli, 11enne violentata davanti al centro commerciale: “Ho male qui…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:41
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Una ragazzina di appena 11 anni è stata violentata davanti a un centro commerciale nel Napoletano: “Mi hanno fatto male” ha raccontato piangendo. 

“Mi hanno fatto male, ho avuto dolore”. Così la piccola Lucia (il nome è ovviamente di fantasia), 11enne iscritta alla seconda media in un istituto del litorale giuglianese, ha raccontato in una telefonata a una compagna di scuola. Lo scorso sabato sarebbe stata costretta con la forza da due adolescenti di 15 e 16 anni a compiere atti sessuali all’esterno del centro commerciale Quarto Nuovo, nel Napoletano. L’hanno brutalmente violentata e poi abbandonata a se stessa come e peggio di un rifiuto. Un fatto che, data la gravità delle circostanze, ha attirato i riflettori dei media anche nazionali.

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Il racconto della bambina violentata alle amichette

I Carabinieri di Quarto, in costante contatto con la Procura per i Minori di Napoli, stanno acquisendo tutte le prove e le testimonianze necessarie per formalizzare l’atto di accusa contro i due ragazzini. La denuncia è scattata immediatamente, dato che l’11enne ha raccontato tutto a sua madre, la quale a sua volta ha informato la Tenenza dell’Arma del comune flegreo. Lucia a quanto pare conosceva uno dei due adolescenti, che l’avrebbe invitata con un messaggio su Whatsapp a recarsi nell’area delle giostre per i bambini.

Lucia si è fidata di lui, ma ha poi scoperto che il giovanotto era accompagnato da un altro ragazzo. I due hanno cominciato con delle avance sessuali, alle quali la piccola si sarebbe sottratta, per poi passare alla violenza vera e propria, come confermerebbero le immagini dell’impianto di videosorveglianza del parco commerciale, acquisite già lo scorso sabato. La ragazzina non si sarebbe neppure resa conto di ciò che è realmente successo: ha raccontato lo stupro di cui è stata vittima con una naturalezza disarmante e ha continuato a fare la vita di prima, ma con il trauma e le ferite che è facile immaginare. Ogni intervento – anche di natura psicologica – nei suoi confronti sarà valutato insieme ai suoi genitori.

EDS