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Pacco bomba | allarme al Viminale | “Potenzialmente mortale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:28
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pacco bomba
Allarme pacco bomba al Viminale FOTO viagginews

Un pacco bomba inviato al Ministero dell’Interno da un sedicente gruppo appartenente al’estrema destra: “Era in grado di uccidere”.

Un pacco bomba intercettato prima che potesse esplodere. Le forze dell’ordine fanno sapere che poteva essere potenzialmente letale e quindi in grado di uccidere. Come indirizzo del destinatario era riportato il recapito del Ministero dell’Interno. A disinnescare l’ordigno ci hanno pensato gli artificieri della polizia che hanno preso possesso dello stesso all’ufficio smistamento poste all’Ostiense. C’è anche un riferimento chi ha spedito questo pacco bomba, che però non dice molto sull’identità del soggetto. La firma del mittente è un minaccioso quanto anonimo ‘Nemici dello Stato’. Facile pensare comunque che si tratti di un qualche gruppo di estrema destra. Gli inquirenti ribadiscono come ci sarebbe potuta essere l’eventualità di assistere a delle vittime, in caso di esplosione. Trovati anche dei ritagli di giornali che inneggiavano un ritorno di Matteo Salvini a presiedere lo stesso Ministero dell’Interno.

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Pacco bomba, subito intervenuti gli artificieri

Emergono informazioni e dettagli su questo pacco bomba, descritto come confezionato da mani esperte. È composto da due parti. Una con batterie, detonatore ed innesco e l’altra formata da una scatola di metallo che ricordava un hard disk portatile, riempita con del materiale esplosivo. La scoperta risale a fine ottobre ma se ne ha notizia soltanto adesso. Era stato un impiegato addetto allo smistamento della posta ricevuta dal Ministero dell’Interno ad accorgersene. Il tutto dopo una scansione ai raggi X, procedura che rappresenta la consuetudine soprattutto per certe tipologie di plichi. L’addetto aveva notato una piccola macchia nera all’interno, ben evidente sulla radiografia e che aveva una forma strana. Da qui l’intervento degli artificieri, abilissimi nel neutralizzare la minaccia.

Si lavora per rintracciare gli autori dell’attentato

La Digos ha subito aperto una inchiesta assieme alla Polizia Scientifica ed all’Ucigos. Si indaga per capire nel dettaglio l’identità degli autori del minaccioso gesto ed il bersaglio reale di quello che è un attentato fallito. Da escludere la pista di matrice anarchica. I messaggi pro-Salvini trovati all’interno fanno pensare che si tratti per l’appunto di individui militanti nella galassia di estrema destra. Un altro attentato, di costruzione meno complessa, venne fatto esplodere dopo essere stato intercettato nello stesso ufficio, nel 2017.