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Delitto di Cogne | Carlo Taormina esige i pagamenti | “Pignorate la villetta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:08
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delitto di Cogne
Delitto di Cogne Carlo Taormina vuole essere pagato FOTO viagginews

L’avvocato Carlo Taormina ha sempre lamentato i mancati pagamenti dalla Franzoni e dal marito per il delitto di Cogne. Ora avanza la sua proposta.

Sono trascorsi quasi 18 anni dal tristemente celebre delitto di Cogne. E Carlo Taormina è ricordato come uno dei protagonisti del lungo percorso processuale che riguardò Anna Maria Franzoni. La donna venne condannata a diversi anni di carcere per l’infanticidio del piccolo Samuele Lorenzi, il bambino di 3 anni avuto dal marito Stefano. L’orrore avvenne il 30 gennaio 2002 nella villetta di Cogne, in provincia di Aosta, dove la famiglia viveva. Nello specifico la casa sorge ancora nella frazione di Montroz. L’avvocato Taormina assunse la difesa della Franzoni nel delitto di Cogne. Salvo poi prenderne le distanze per il sorgere di diverbi. La villetta intanto è disabitata da allora e proprio il giurista ed ex magistrato avrebbe espresso adesso la volontà di pignorare l’abitazione.

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Delitto di Cogne, Taormina vuole essere pagato e propone il pignoramento della villetta

Lui stesso non avrebbe percepito il compenso pattuito, mentre la famiglia Lorenzi-Franzoni afferma che fu proprio Taormina ad avere offerto assistenza a titolo gratuito. La Franzoni ha passato 16 anni in carcere, poi nel marzo del 2017 è stata condannata in sede civile a pagare Taormina per più di 275mila euro di compensi mai versati. A fronte di una richiesta di 700mila da parte del legale. E per avere quanto ritiene che gli spetti, il 78enne romano ha proposto di pignorare la villetta di Cogne. Il risarcimento che secondo il Tribunale di Bologna sarebbe dovuto essere corrisposto a Carlo Taormina era di 275mila euro come detto.

L’11 dicembre la sentenza sul pignoramento

Ai quali sommarne altri 200mila per Iva, cassa previdenza avvocati ed interessi vari. In virtù di ciò l’unico modo per poter adempiere a questi mancati pagamenti sarebbe quello di pignorare la metà della villetta intestata alla Franzoni. La quale vive oggi sull’Appennino bolognese, nei pressi di Monteacuto. Cosa che lei stessa ha contestato con una apposita procedura. La dimora non sarebbe pignorabile perché inclusa in un fondo patrimoniale. Il prossimo 11 dicembre ci sarà una udienza che dovrebbe dare ragione ad uno od all’altro contendente.

soggiornò nella villeta in cui ha ucciso Samuele