Bambina uccisa, avvelenata con cianuro nella sua medicina: non si sa da chi e perché

Bambina uccisa
Emilie la bambina uccisa in circostanze ancora oggi misteriose FOTO viagginews

Una bambina uccisa senza un perché. È la vicenda di Emilie, che morì nel 1994 a 9 anni. L’autopsia svelò una verità terribile.

Questa è una storia di una bambina uccisa. Non si sa da chi e perché, ma si conosce il come. La piccola Emilie moriva l’11 giugno 1994 per colpa di un farmaco scaduto. Aveva solamente 9 anni quando avvenne questa tragedia nei pressi di Le Havre, città del nord della Francia. La ragazzina si trovava a casa di amici di famiglia ed aveva assunto un medicinale per tenere a bada una fastidiosa faringite. Purtroppo accusò un malore tale da richiedere un ricovero urgente in ospedale. Fu tutto inutile però, con la bambina morta neanche tre ore dopo. Secondo i dottori fu fatale alla piccola un aneurisma cerebrale. Alla famiglia gli stessi consigliarono però lo svolgimento di un esame autoptico. Cosa che la madre ed il padre di Emilie fecero. I risultati mostrarono delle tracce di cianuro nello sciroppo che la bimba ingerì. E tale sostanza nociva non avrebbe dovuto trovarsi lì. O il farmaco era scaduto al punto da far sorgere in qualche modo delle tracce di cianuro in quantità sufficienti per essere letali, o qualcuno aveva avvelenato il medicinale di proposito.

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Bambina uccisa, la madre scrive un libro 25 anni dopo

Dopo tutto questo tempo la madre della bambina uccisa, Corinne Tanay, pubblica un libro dal titolo ‘La Réparation volontaire’, che narra i momenti più significativi di quella tragedia. Cosa avvenne, l’inchiesta relativa e le ipotesi che hanno riguardato il tutto. Si parla anche della condanna di un sospettato, il quale si è sempre proclamato estraneo ai fatti. Fu accertato che effettivamente qualcun comprò del cianuro. Si tratta di Jean-Marc Deperrois, un imprenditore e datore di lavoro di Sylvie Tocqueville, la madre di un compagno di classe di Emilie. La bimba era proprio in casa dei Toqueville quandl accusò il malore. E c’è dell’altro: Deperrois era anche l’amante di Sylvie. L’uomo prese del cianuro per compiere degli esperimenti sulla fabbrica. Si liberò del cianuro gettandolo nella Senna. Gli inquirenti ritengono che quella sostanza nociva in realtà sarebbe dovuta servire per uccidere il marito di Sylvie.

L’uomo si è sempre detto innocente, la madre non sa se credergli

Quindi Emilie avrebbe preso un qualcosa che avrebbe invece dovuto assumere il rivale in amore di Deperrois. Quest’ultimo, nel processo svoltosi a maggio 1997, venne condannato a 20 anni di carcere. Ne è uscito dopo 12, dicendosi sempre innocente. Infatti l’uomo ha anche chiesto a gran voce una revisione del processo. Una prova schiacciante della sua colpevolezza in effetti non c’è mai stata. Solo ricostruzioni e tracce, comunque ritenute sufficientemente indicative. Sul caso della morte di Emilie è stato realizzato un dossier di ben 15mila pagine. Corinne Tanay si è confrontata con l’uomo condannato, ha studiato tutte le carte e lei per prima non sembra convinta che Deperrois fosse colpevole. Ma lo ritiene comunque abile a mentire. Tutti i colloqui avuti con lui sono stati registrati e riportati nel libro. La verità però probabilmente non la conosceremo mai.