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Studio dimostra che mostrare gratitudine rende più felici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:04
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Uno studio effettuato in america e uscito giusto in tempo per il Thanksgiving dimostrerebbe come esprimere gratitudine verso gli altri aumenti la felicità.

Volete migliorare il vostro umore e passare da una quotidianità di borbottii e lamentele a giornate fatte di sorrisi e piacevolezza? Chi non lo vorrebbe d’altronde. Ma c’è un modo per aumentare la positività e di conseguenza la possibilità che si sia allegri durante la giornata? A quanto pare sì, almeno secondo quelli che sono i risultati di uno studio sulla “Gratitudine” condotto dal dottor Robert Emmons dell’Università della California a Davis e dottor Michael McCullough dell’Università di Miami.

I due psicologi, il cui studio può essere trovato almeno in parte sulla rivista ‘Daily Healt Post‘, hanno studiato gli effetti di un atteggiamento positivo e riconoscente verso gli altri sul funzionamento neuronale. Per farlo hanno chiesto a tre gruppi di persone di annotare delle cose differenti. Il primo gruppo doveva tenere un diario della gratitudine, il secondo doveva annotare gli elementi di fastidio durante una giornata ed il terzo i sentimenti provati. Il periodo di osservazione è stato di 10 settimane, nel contempo l’attività cerebrale è stata tenuta sotto controllo.

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I risultati dello studio sulla gratitudine

A quanto pare i soggetti in grado di esprimere gratitudine sono anche i più ottimisti. Il loro stato d’ansia è inferiore rispetto agli altri, riescono a dormire meglio e ad accumulare minore stress. Tutti questi fattori fanno sì che abbiano uno stato di forma migliore e che incorrano in percentuale a minori problemi cardiaci. Dall’osservazione dei neuroni, invece, è emerso che le parti del cervello che rispondono alla gratitudine sono le stesse legate alla cognizione morale, dell’empatia e del giudizio di valore. Pare infine che il senso di gratitudine sia legato ad un processo neurochimico. Il nostro cervello, infatti, rilascia dopamina (l’ormone del piacere), ogni qual volta ci sentiamo grati.