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Il premier Conte all’attacco: “L’esposto di Salvini? Querelerò per calunnia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:53
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La questione del Fondo salva-Stati rischia di sfociare in una battaglia legale tra il premier Giuseppe Conte e il leader leghista Matteo Salvini: ecco perché. 

Dopo giornate di dura polemica e vere e proprie risse alla Camera dei deputati, la questione del Fondo salva-Stati potrebbe sfociare in una battaglia legale tra il premier Giuseppe Conte e il leader leghista Matteo Salvini. Rispondendo ai cronisti che gli chiedevano cosa pensava delle parole dell’ex vicepremier e ministro dell’Interno, l’inquilino di Palazzo Chigi ha dichiarato: “Il primo momento utile è lunedì, come sempre sarò in Parlamento, in modo trasparente, a riferire tutte le circostanze. Chi oggi si sbraccia a minacciare, io dico: Salvini vada in procura a fare l’esposto, e io querelerò per calunnia”.

Questo dopo che stamani il leader del Carroccio aveva dichiarato: “I nostri avvocati stanno studiando l’ipotesi di un esposto ai danni del governo e di Conte”. Conte che tuttavia, dal Ghana dove è in visita, ribatte che parlando al Parlamento lunedì “spazzerò via mezze ricostruzioni, menzogne, mistificazioni… Vorrei chiarire agli italiani che io non ho l’immunità, lui sì, e ne ha già approfittato per il caso Diciotti. Veda questa volta, perché io lo querelerò per calunnia, di non approfittarne più”.

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Il nuovo fronte di scontro tra Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Intanto il Meccanismo europeo di stabilità, cioè il fondo salva-Stati che dopo mesi di negoziati è ormai a un passo dal traguardo, continua a infiammare la politica italiana. Ieri, dopo l’audizione del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a Montecitorio è esplosa una bagarre. Nel corso dell’audizione, durata oltre tre ore con decine di domande, Gualtieri ha di fatto ribadito quanto detto nei giorni scorsi: la versione finale della riforma del Mes fu avallata a dicembre scorso proprio dal governo giallo-verde, e nella sostanza poco cambia della precedente versione salvo la possibilità di fare da ‘backstop’ al fondo dei salvataggi bancari raddoppiandone la potenza di fuoco. Nessuna stretta invece, ha chiarito il ministro, ai criteri per la concessione dei salvataggi. Quanto al criterio di sostenibilità del debito, “non cambia una virgola”.

EDS