Open perquisizioni | indagini sulla ex fondazione di Matteo Renzi

Open perquisizioni
Operazione della Guardia di Finanza Open perquisizioni FOTO instagram

La Procura di Firenze vuole vederci chiaro su una serie di finanziamenti dalla vecchia fondazione di Renzi, Open, con perquisizioni ordinate il 26 novembre.

Operazione in corso dall’alba di quest’oggi nei confronti di Open, con perquisizioni in atto da parte della Guardia di Finanza. La Procura di Firenze ha dato luogo a procedere verso quella che è la vecchia fondazione riconducibile a Matteo Renzi, e che adesso non è più legata in alcun modo all’ex premier ed ex segretario del Partito Democratico. La procura vuole vederci chiaro su un flusso di denaro versato da diversi imprenditori sul conto di Alberto Bianchi. Quest’ultimo è un avvocato che avrebbe ricevuto tramite emolumenti per delle attività professionali e delle consulenze passate. Ma quei stessi soldi sono poi finiti, secondo chi indaga, alla stessa Open. Le perquisizioni riguarderebbero circa 20 soggetti. Chi indaga intende capire come e perché il denaro confluito all’avvocato Bianchi sia poi a sua volta stato trasferito nelle casse proprio di Open.

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Open perquisizioni, la vecchia fondazione di Renzi agiva come “articolazione di partito politico”

La fondazione sostenne le spese della Leopolda ed anche della campagna elettorale del dicembre 2016 sul referendum inerente la riforma costituzionale che ebbe esito negativo. E che all’indomani del risultato sfavorevole, portò Renzi alle dimissioni da primo ministro. Dopo queste perquisizioni ordinate in data 26 novembre 2019, Bianchi risulterebbe indagato per traffico di influenze e nel suo ufficio risulta che sia stato sequestrato l’elenco dei finanziatori. I magistrati di Firenze sono certi che la fondazione Open agiva in qualità di “articolazione di un partito politico”. Un’altra prova, oltre ai finanziamenti indebiti in questione, sarebbe data da alcune ricevute di versamento da parte di alcuni parlamentari

 

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Un mese fa a nome di Italia Viva ho chiesto al Governo di evitare l’aumento dell’IVA, le tasse sulla plastica e quelle sulle auto aziendali. Per un mese ho ricevuto polemiche da parte di chi mi accusava di voler destabilizzare il Governo. Abbiamo fatto una battaglia pazzesca non contro il Governo, ma contro l’aumento delle tasse. Oggi il Premier Conte dice che “siamo in dirittura d’arrivo e che sulla plastica e le auto aziendali sono state trovate le coperture”. Adesso sarebbe un gesto nobile se qualcuno rileggesse i titoli e le agenzie di un mese fa e avesse l’onestà intellettuale di chiedere scusa a Italia Viva. Non accadrà, ma non importa. L’importante è che non aumentino le tasse. E soprattutto che parta il piano #ItaliaShock per sbloccare i cantieri su dissesto e infrastrutture. Non importa che ci diano ragione sul passato, basta che ci diano ascolto in futuro.

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