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Omicidio Mario Biondo | Cosa aveva scoperto online sulla moglie | Perché l’hanno ucciso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35
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Omicidio Mario BiondoContinua ad essere un mistero la morte di Mario Biondo, cameraman palermitano trovato morto in casa a Madrid nel 2013. In un primo momento la polizia spagnola aveva archiviato il caso come suicidio, ma i sospetti dei genitori hanno permesso la riapertura del caso. I dubbi sulla morte sono numerosi: l’orario della morte, quello del ritrovamento, la posizione di Raquel (la moglie) nel momento in cui Mario è morto e il rapporto tra questa ed il cugino Enrique.

L’ipotesi su cui si investiga in questo momento è quella che Mario sia stato strangolato con un cavetto Usb. La madre di Mario non ha dubbi sul fatto che sia stato ucciso ed in una recente intervista ha dichiarato: “Siamo stati condannati a un dolore eterno. Hanno tolto la vita di Mario e hanno distrutto la nostra ma da sempre conosco il volto dell’assassino e non mi sono mai sbagliata. Mario Biondo avrà giustizia, tutti hanno capito che Mario è stato ucciso. Chi non vuole capirlo vuole coprire l’omicidio”.

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Omicidio Mario Biondo: aveva scoperto qualcosa di inquietante sulla moglie?

In una delle ultime puntate de ‘Le Iene‘, il detective assunot dalla dalla famiglia Biondo ha dichiarato di avere le prove che Mario è stato ucciso e che i colpevoli hanno inscenato un suicidio per coprirlo. Pare inoltre che sia stato trovato il movente del presunto omicidio: nell’ultima puntata de ‘Le Iene’ è stata avanzata l’ipotesi che il cameraman avrebbe scoperto qualcosa di sconvolgente sul conto della moglie.

Ulteriori dubbi sono emersi sul ruolo avuto dal medico legale spagnolo nell’occultare l’omicidio, a spiegarlo è stato l’avvocato della famiglia Biondo in un’intervista concessa a giallo: “Quelle foto confermano che il posizionamento del corpo è incompatibile con un suicidio. Così, le autorità spagnole hanno riaperto il caso. A finire sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati spagnoli è stato, in particolare, l’operato del medico che intervenne sulla scena ed esaminò la salma”.

Non solo. I reperti del cadavere di Mario Biondo consegnati per eseguire alcuni test autoptici sarebbero stati racchiusi in un sacchetto, contenente i cosiddetti “panetti” e i “vetrini” su cui vengono fissati i tessuti prelevati dalla salma, contrassegnato dal codice “5713”. Quando i genitori del cameraman si sono messi pazientemente a fotografarli e ordinarli, però, avrebbero una scoperta clamorosa: “Più della metà avevano il numero contraffatto: cioè un 5113 è stato fatto diventare 5713″. Anche per questo i familiari di Mario Biondo continuano a chiedere verità e giustizia.