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The André: chi è il misterioso cantautore “erede” di Faber

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:34
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The André è il misterioso cantautore che ha trovato un modo originale di raccogliere a modo suo la grande eredità di Faber. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui. 

The André non ha mai voluto mostrare la sua identità: sempre nascosto dietro la chitarra, gli occhiali scuri e la felpa col cappuccio tirato su. Ma il misterioso cantautore ha trovato un modo originale di raccogliere la grande eredità di Faber, cui rimanda il suo nome d’arte. Molti di noi lo hanno scoperto dopo la prima puntata dell’ExtraFactor, l’aftershow di X Factor 2019. Conosciamolo più da vicino.

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L’identikit di The André

The André è un giovane under 30, di origini friulane e studente di Scienze della Comunicazione a Milano. Questo è quanto si riesce a scoprire  – con difficoltà – sull’identità del cantante che omaggia il grande Fabrizio De André, riarrangiando le canzoni di autori vari in versioni che sembrano davvero quelle che avrebbe cantato Faber.

The André è partito come YouTuber e ha cominciato a “deandreizzare” brani come Tran Tran di Sfera Ebbasta, Cono gelato della Dark Polo Gang e Habibi di Ghali, e ancora Salmo, Lo Stato Sociale, Coez, Calcutta, Coma Cose. Con oltre 5 milioni di visualizzazioni sul canale YouTube è presto diventato presto un fenomeno del web. Ma ha anche dimostrato di non essere “solo” uno che fa belle cover omaggiando De André: lo scorso gennaio è uscito THEMAGOGIA – Tradurre, tradire, trappare, debutto discografico da vero cantautore che raccolto i favori di critica e pubblico e in cui ha dimostrato grandi capacità compositive e di scrittura, sperimentando i nuovi linguaggi della musica, dall’ultra pop all’indie e alla trap.

“È bravissimo e intelligente – ha detto di lui Dori Ghezzi -. Ha avuto un’ottima intuizione e la sta esprimendo splendidamente. La sua voce è molto simile a quella di Fabrizio e trovo interessante l’operazione che aiuta a focalizzare meglio i valori espressi nei testi trap, creando anche momenti ironici di smitizzazione, ma sempre rispettosi”. Ascoltare per credere.

 

EDS