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Massacro narcos | due mamme salvano i figli dalla pioggia di proiettili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:19
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massacro narcos
Ulteriori dettagli sul massacro dei narcos in Messico di inizio novembre FOTO viagginews

Ulteriori novità dal massacro narcos avvenuto in Messico all’inizio di novembre. Due donne hanno messo in salvo alcuni dei loro bambini e c’è altro.

Una donna rimasta vittima del massacro dei narcos perpetrato alcuni giorni fa in Messico ha salvato la vita ai propri figli prima di morire. Lei si chiamava Dawna Langford, aveva 43 anni ed era madre di diversi bambini. Tra questi figuravano Devin, Trevor e Rogan, che avevano rispettivamente 13, 11 e 2 anni. Dawna faceva parte della famiglia di mormoni finiti in una vera e propria trappola perpetrata dai malavitosi attivi nel traffico illegale di droga. I membri di tale famiglia erano tutti di nazionalità statunitense e si trovavano poco oltre il confine, in Messico, per svolgere attività di volontariato. Da quanto si apprende, la Langford ha cercato di nascondere i suoi figli nel tentativo di farli scampare alla violenta sparatoria. A salvarsi è stato soltanto Devin, il più grande, che ha camminato devastato per oltre 22 km in lacrime per cercare aiuto. Ferito e stordito da quanto vissuto, il ragazzino ha detto che le ultime parole della mamma erano mentre pregava. Inoltre l’adolescente ha detto che gli assalitori indossavano dei giubbotti ed erano armati di fucili.

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Massacro narcos, anche un ragazzino si è comportato da eroe

Devin, prima di incamminarsi, ha anche nascosto tra i cespugli sei dei suoi fratelli sopravvissuti. Il papà del ragazzino, intervistato dai media locali, ha detto che il figlio è un vero e proprio eroe perché ha dato la vita per i suoi fratellini. “Credo nel perdono ma anche nella giustizia. Quest’ultima però manca in Messico”. Altri sei membri della famiglia sono stati uccisi in altre sparatorie in due diverse località. Tra le vittime di questa strage invece figurano anche la 30enne Rhonita Maria Miller, 30 anni, i suoi gemelli di otto mesi Titus e Tiana, il figlio Howard, 12 anni, e la figlia Krystal, sempre di 12 anni. Erano all’interno del loro SUV bruciato e pieno di proiettili. Un’altra vittima è la 29enne Christina Johnson, crivellata a colpi di arma da fuoco dopo essere uscita dal suo veicolo ed avere sollevato le braccia in alto per mostrare ai killer che era disarmata e non rappresentava una minaccia. Prima di fare così però ha salvato la figlioletta Faith di 7 mesi, nascondendola nel retro della macchina.

Per i mormoni si è trattato di un agguato ben studiato

Il massacro si è verificato lo scorso 4 novembre e da allora più di 100 membri della comunità mormone di LeBaron sono fuggiti dal Messico. Le autorità sostengono che le vittime potrebbero essere state scambiate per dei membri di un cartello della droga rivale mentre attraversavano lo stato settentrionale di Sonora. Tuttavia, gli stessi membri della comunità LeBaron, che ha avuto degli scontri con i cartelli locali opponendosi ai loro traffici di droga, ritengono che le vittime indifese siano state prese di mira. Tutte loro vivevano in una comunità mormone che si stabilì lì agli inizi del 1900. Il Messico ha invitato l’FBI a partecipare alle indagini sul massacro, ma ha imposto che tutti gli agenti statunitensi che prenderanno parte all’inchiesta non saranno armati. Invito recepito dal Bureau nel tentativo di assicurare alla giustizia i responsabili di questo atto terribile ed efferato efferato.