Antonio Cianci chi è | spietato criminale | il primo omicidio a 15 anni

Antonio Cianci
Efferato criminale sin da quando era adolescente la pericolosa vita di Antonio Cianci FOTO viagginews

Si chiama Antonio Cianci l’ergastolano arrestato dopo essere uscito dal carcere in permesso premio. Il suo passato è fatto di violenze ed omicidi.

Torna a far parlare di se Antonio Cianci. Lui è un criminale incallito, il cui nome è noto alle forze dell’ordine sin dagli anni ’70. Il pluripregiudicato ha ferito un anziano di 79 anni colpendolo con una coltellata alla gola, nel parcheggio sotterraneo dell’ospedale ‘San Raffaele’ di Milano. L’uomo versa in codice rosso, pur non essendo in pericolo di vita. Per quanto riguarda Cianci, si apprende che, da detenuto qual è al carcere di Bollate, ha usufruito di un permesso premio per compiere questo mancato delitto. Il fatto ha avuto luogo sabato 9 novembre, con il 60enne criminale che ha usato un taglierino nel ferimento grave della sua vittima. L’intento sembra chiaramente essere quello di uccidere. Cianci è stato fermato con nelle tasche l’arma ancora sporca del sangue dell’uomo colpito. Per quanto riguarda le motivazioni di questo fatto di sangue, le autorità sembrano propendere per la rapina.

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Antonio Cianci, spietato assassino: a 20 anni uccise tre carabinieri

Invece sul conto di Antonio Cianci apprendiamo che attualmente stava scontando l’ergastolo. Questo in virtù di un triplice omicidio da lui compiuto nel 1979. A 20 anni, nelle primissime ore del 9 ottobre di 40 anni fa, lo spietato criminale reagì in maniera violenta all’alt intimatogli da tre carabinieri ad un posto di blocco. Avvenne a Melzo, in provincia di Milano. L’allora giovane Cianci era in fuga su di un’auto rubata e questo avrebbe significato la fine della sua latitanza. Proprio mentre i tre militari erano intenti a controllare i suoi documenti, lui estrasse una pistola per freddarli tutti in pochi secondi. E così morirono il maresciallo Michele Campagnuolo, l’appuntato Pietro Lia ed il carabiniere semplice Federico Tempini.

Dal 1979 stava scontando l’ergastolo

Di Cianci sappiamo che è nato a Cerignola, in provincia di Foggia. E che quando venne arrestato per l’uccisione a sangue freddo dei tre carabinieri, non fece una piega. Provò però a discolparsi, facendo riferimento a presunti individui ignoti come veri autori della sparatoria. Lo avrebbero fatto a bordo di un’auto, per poi fuggire a tutta birra. I giudici non gli credettero e lo condannarono al carcere a vita. Pena confermata anche al processo d’appello nel 1983. In quella circostanza lui ammise di essere il vero autore di quell’eccidio. Lo fece attraverso una lettera indirizzata a chi avrebbe dovuto giudicarlo. Anche la Corte di Cassazione infine confermò la detenzione perenne in carcere.

Uccise già a 15 anni ma venne assolto

Dopo tanti anni passati in cella, l’uomo ha ottenuto un permesso premio. Utilizzato per fare quello che sa fare meglio, ovvero compiere atti criminali. Il Corriere della Sera riferisce che il primo omicidio Cianci lo commise a soli 15 anni. Dopo aver chiesto l’ora ad un metronotte, a Segrate. La giovanissima età ed il riconoscimento dell’incapacità mentale fecero si che evitasse il carcere, e se la cavò con tre anni di riformatorio per il pugliese trapiantato a Milano. La cattura ieri è avvenuta nei pressi della stazione della metropolitana di Cascina Gobba, grazie all’intervento della polizia.